Surf: Leonardo Fioravanti, il segreto dei numeri uno

News Surf

Pubblicato il: 28/10/2019



«A volte è difficile trovare il tempo per inseguire le onde migliori in giro per il mondo e contemporaneamente allenarsi e gareggiare. La chiave è trovare l’equilibrio». Il surf di Leonardo Fioravanti è una questione di “balance”, di equilibrio. Quello che gli permette di rimanere in piedi sulla tavola, compiendo acrobazie su un muro d’acqua salata o scivolando leggero nel tunnel creato da un cavallone che frange mentre si avvicina alla riva. Quello che lega il suo desiderio di ricercare l’onda “perfetta”, capace di regalargli la sensazione più adrenalinica e il piacere più puro, con la volontà di impegnarsi a fondo per realizzare il sogno di sempre: diventare uno dei più forti al mondo.

È sulla buona strada Leonardo, 22 anni il prossimo 8 dicembre, due settimane fa terzo alla Quicksilver Pro France, nona e terzultima tappa della World Surf League. Il miglior risultato della carriera per l’azzurro di Cerveteri, poiché conquistato nel massimo circuito internazionale e per giunta al rientro nelle competizioni dopo uno stop di alcuni mesi causato da un infortunio alla spalla. Leonardo aveva vissuto una situazione simile nel 2015, quando si era laureato campione del mondo under 18 dopo una lunga pausa forzata successiva a una brutta caduta.

«Fu un periodo difficile anche perché fui costretto a fermarmi proprio nel momento in cui mi stavo affacciando tra i ‘pro’ – ricorda – mi servì ugualmente per imparare a mantenere la calma, ad avere pazienza. Lavorai tanto per recuperare, così come tantissimo ho lavorato durante l’estate scorsa per tornare competitivo in questo finale di stagione. Il podio in Francia mi ha dato la consapevolezza di esserlo, è stata un’emozione incredibile».

Con una motivazione in più Leonardo ha partecipato al Meo Rip Curl Pro Portugal e seguito dal suo tecnico Richard Marsh ha proseguito la preparazione in vista del Triple Crown, l’ultimo appuntamento dell’anno in calendario tra novembre e dicembre alle Hawaii; due gare del circuito di qualificazione e la prova conclusiva (e più prestigiosa) della World Surf League: il Billabong Pipe Masters. Tra mare e palestra “Leo” non si è fermato neppure un giorno, tanta è la voglia di sfoderare una nuova prestazione da applausi sulle isole del Pacifico, tanta è la sua determinazione.

Questa ha sempre contraddistinto la sua vita sportiva; gli dà una marcia in più nel confronto diretto con gli atleti più forti, l’ha condotto in giro per il mondo fin da ragazzino per allenarsi e mettersi alla prova con i migliori, ancora oggi lo spinge a dedicare tutte le proprie energie alla preparazione tecnica e fisica. Comune denominatore di tutto – naturalmente – il surf. Un gioco quando era bambino e trascorreva le vacanze estive a Cerenova, quando con il fratello Matteo e con gli amici attendeva tutto il pomeriggio le poche onde generate dal traghetto in arrivo al porto di Ostia.

Pian piano il semplice divertimento si trasformò in passione e all’età di undici anni, in cerca di un mare che consentisse un allenamento costante, si trasferì in Francia; a Hossegor, dove tuttora trascorre lunghi periodi della stagione e dove pochi giorni fa ha vinto la sua prima medaglia tra i “grandi”. «Frequentavo la scuola locale e, da privatista, anche quella italiana – ricorda Leonardo, che grazie ai lunghi soggiorni in Portogallo, negli Stati Uniti, in Australia e nelle isole oceaniche, oltre al francese parla correntemente inglese, spagnolo e portoghese – viaggiare mi ha aiutato a maturare, mi ha permesso di conoscere altre culture e amici in tutto il mondo. Tanti sono ragazzi del circuito con cui sono cresciuto e con cui andiamo spesso a surfare. Capita spesso di essere avversari in gara; ognuno dà ovviamente il massimo per vincere, ma una volta usciti dall’acqua rimane soltanto la bella amicizia di sempre».

«Devo ringraziare mia mamma per avermi seguito ovunque, la mia famiglia per avermi sempre tenuto con i piedi per terra e incoraggiato a intraprendere una vita da vero atleta – conclude Leonardo – naturalmente Red Bull e Quicksilver, che mi sostengono da moltissimo tempo e mi hanno condotto al professionismo; la FISW – Federazione Italiana Sci Nautico e Wakeboard e il suo Presidente Luciano Serafica, sempre al mio fianco; e i Gruppi Sportivi Polizia di Stato – Fiamme Oro, che l’estate scorsa mi hanno accolto nella loro squadra. Sono fortunato perché sono riuscito a rendere un lavoro ciò che amo di più. Il surf è tutto per me; mi libera la mente, mi rende felice».

La stoffa del campione fin da giovanissimo
Romano classe 1997, Leonardo Fioravanti scopre il surf da bambino grazie al fratello Matteo, atleta della nazionale. Già dalle prime esperienze estive sulla tavola si intuisce il suo talento e di lì a qualche anno Leonardo inizia a viaggiare per allenarsi e gareggiare. Nel 2006 vince il primo titolo italiano Ocean 4 Teens e nel 2007 partecipa alla sua prima gara in azzurro nel Moustik Tour (Portogallo), dove vince il King of the Groms. Chi lo osserva rimane affascinato dalla sua mentalità vincente, dalla voglia di migliorarsi e dalla sua capacità di “fare le cose dei grandi”, pur essendo un ragazzino. Leonardo cresce e raccoglie vari titoli internazionali giovanili, tra cui il Quiksilver Maider Arosteguy, il Rip Curl Grom Search e la tappa italiana del Quicksilver King of the Groms. Nel 2014 si laurea campione europeo World Surf League under 21 e nel 2015 diventa il primo italiano a vincere il titolo mondiale under 18.

Nella stagione successiva passa tra i professionisti e ottiene la prima delle sue tre vittorie “da sogno” contro Kelly Slater, 11 volte campione del mondo e icona del surf a livello globale; un modello di riferimento, un amico e anche un “maestro” per Leonardo, che fin da giovanissimo trascorre con lui alcuni periodi della stagione. Nel 2017 entra stabilmente nel circuito maggiore e partecipa a tutte le prove della World Surf League, con tre piazzamenti in top ten e un quinto posto nella Outerknown Fiji Pro. Al termine del 2018 ottiene una nuova qualificazione per la World Surf League di quest’anno, nella quale debutta con risultati incoraggianti prima di essere costretto a saltare cinque tappe a causa di un infortunio.

Il rientro è però con il botto, perché nella prima metà di ottobre Leonardo si piazza terzo alla Quicksilver Pro France. Attualmente occupa la 30esima posizione nel ranking del Championship Tour; è il primo italiano di sempre a esservi entrato e senza il recente stop forzato sarebbe probabilmente molto più in alto. Per il 2020 il sogno è la partecipazione alle Olimpiadi di Tokyo, nelle quali il surf farà il suo debutto.

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