Kick Boxing: l’argento europeo di Carlotta Bonetto

Kick Boxing News

Pubblicato il: 11/09/2019



Una vittoria per KO tecnico agli ottavi, un’altra ai quarti al termine di un match di grande intensità; quindi una fantastica rimonta negli ultimi secondi della semifinale fino al successo nel minuto supplementare, per assicurarsi la medaglia più bella della sua giovane carriera. Ecco la cavalcata che ha regalato a Carlotta Bonetto l’argento dei Campionati Europei Junior di kick boxing – specialità point fighting – disputati pochi giorni fa nella città ungherese di Gyor. Torinese, classe 2003 e studentessa al terzo anno di liceo classico, portacolori della società Decasport Italian Dragon Team, Carlotta si è fermata soltanto in finale contro l’altra azzurra Francesca Ceci, come lei al primo anno di categoria Junior ma già con due titoli mondiali e altrettanti continentali all’attivo. Non ha rimpianti, consapevole del valore dell’avversaria ma soprattutto felice per essere salita per la prima volta su un podio internazionale, alla seconda esperienza in maglia azzurra dopo i Mondiali dell’anno scorso.

«Non me l’aspettavo, per la forte concorrenza e perché spesso patisco le gare importanti – ammette – ma i tecnici mi hanno incoraggiata e dato consigli preziosi e sul tatami l’ansia si è trasformata in carica positiva». Sono tante le persone a cui Carlotta dedica la medaglia: la famiglia, sempre disponibile e al suo fianco; i compagni di squadra; naturalmente gli allenatori – attuali e passati – che l’hanno aiutata ad apprendere la tecnica e ad appassionarsi alla disciplina. Tra questi c’è Emilio Rullo, suo primo maestro quando Carlotta decise di abbandonare la danza per dedicarsi alla kick boxing, intorno ai dieci anni. Ci sono Giuseppe Caruso e Daniele Farina; il primo si è trasferito a Milano da qualche tempo, ma per continuare a lavorare con lui Carlotta si è spesso recata nel capoluogo lombardo durante l’estate. Ci sono Giuliano Rossi e Carmine Pace, Direttore Tecnico della Decasport Dragon Team.

«L’argento europeo di Carlotta è un bellissimo risultato – commenta quest’ultimo – l’ha ottenuto pur essendo tra le più giovani della sua categoria, grazie a una preparazione perfetta dal punto di vista fisico e tattico. Allenare il maggior numero possibile di situazioni ha aiutato Carlotta a uscire vincente da tutte le insidie che ha dovuto fronteggiare durante il torneo. E lei è stata bravissima a dare il meglio; con grande carattere ha fatto valere la sua ottima tecnica». La sintesi perfetta di tutto questo è stata la semifinale, nella quale l’avversaria greca è riuscita a limitare l’arma in più di Carlotta: le gambe. «Ero sotto di quattro punti a quarantatrè secondi dal termine dell’incontro – ricorda la giovane torinese – in passato non sono quasi mai riuscita a rimontare uno svantaggio simile, ma l’unico desiderio che avevo in testa era vincere, così ho semplicemente fatto tutto il possibile per realizzarlo».

Dall’argento europeo Carlotta Bonetto ripartirà per una nuova stagione di allenamenti, con maggiore consapevolezza e fiducia in sé stessa e con la passione che sempre l’ha accompagnata nel suo percorso di atleta. «Mi piace la kick boxing e in particolare la specialità del point fighting perché oltre ai ‘colpi’ ci sono tanti altri elementi – conclude – bisogna saper attaccare e difendere, è necessario mantenere lucidità e concentrazione in ogni momento. Per questo credo che ogni match sia più che altro una sfida con sé stessi, prima ancora che contro l’avversario». Negli ultimi due anni in campo nazionale Carlotta Bonetto ha raccolto due secondi posti ai Campionati Italiani, nelle categorie Junior e Cadetti. L’obiettivo per il 2020 sono i Mondiali, per rivivere le stesse emozioni degli ultimi giorni.

Luca Bianco

Kick Boxing, uno sport in crescita
L’argento di Carlotta Bonetto non è stata l’unica medaglia piemontese agli Europei Junior e Cadetti di Gyor, che hanno visto sul podio anche gli altri Junior Daniele Petralia (Nuova Oyama Torino), terzo nella light contact, e Leonardo Bonetti (KB Tortona), terzo nella stessa light e nella kick light. Le due specialità citate, al pari della point fighting e di altre, sono comprese nella disciplina del kick boxing, che insieme ad altre arti marziali – per esempio muay thai e savate – fa riferimento alla FIKMBS. Una Federazione che negli ultimi anni ha registrato un incremento costante nel numero dei propri tesserati, accompagnato da importanti risultati agonistici anche in campo internazionale. La stessa crescita quantitativa e qualitativa si è evidenziata in Piemonte e Valle d’Aosta, dove le società sono attualmente quasi 50 e permettono a oltre 1800 atleti di svolgere l’attività.

«Sul nostro territorio sono presenti società affermate nelle quali si allenano campioni appartenenti a più categorie – sottolinea Carmine Pace, Presidente del Comitato Regionale della FIKMBS – a livello di promozione siamo attivi nelle scuole e in progetti sviluppati dal CONI, tra cui lo stesso Trofeo CONI cui partecipiamo fin dalla prima edizione. Negli ultimi anni abbiamo inoltre formato numerosi tecnici specializzati nell’attività di base, perfetta per bambini e ragazzi». «Discipline come la kick boxing si possono definire ‘complete’ – prosegue Carmine Pace – allenano tutto il corpo in maniera armonica, sviluppano la coordinazione, favoriscono la concentrazione e rappresentano anche un modo per scaricare la tensione».

Già durante l’infanzia è possibile intraprendere i corsi, che prevedono esercizi generali di motricità proposti il più delle volte sotto forma di gioco. A dieci anni inizia l’agonismo per le specialità sul tatami; tra queste c’è la point fighting, che prevede assegnazione di punteggio per calci e pugni che colpiscono l’avversario e che si pratica con protezioni su tutto il corpo. A partire dai sedici anni si può combattere anche sul ring.

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