Simone Eydallin, un record nel ricordo di una persona speciale

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Pubblicato il: 09/08/2019



Seguret, Chaberton, Faro, Niblè e Rognosa. Sono le cime più alte e suggestive della val Susa, quelle che Simone Eydallin ammira da casa fin da quando è bambino. L’hanno visto crescere, diventare prima un forte sciatore e poi maestro di sci alpino, agonista di mountain bike e atleta di corsa verticale del team Dynafit; osservandole e “vivendole”, con gli sci, con la bicicletta e a piedi, Simone ha creato un legame indissolubile la montagna, con le piste innevate d’inverno, i sentieri sterrati e i versanti rocciosi d’estate. Recentemente ha scolpito il proprio nome in maniera ancor più profonda sui rilievi della val Susa, portando a termine una missione che nessuno prima di lui aveva tentato. In cinque giorni consecutivi ha scalato le cinque vette citate – una per giorno, circa 7000 metri di dislivello positivo e 26 km di sviluppo lineare totali – in un tempo complessivo inferiore alle cinque ore (4h58’43”). Non solo, in quattro tappe ha anche stabilito il tempo record nella salita; non gli è riuscito soltanto nella prima, dove però deteneva già il primato.

L’impresa è andata molto al di là dei numeri perché Simone ha deciso di tentarla nel ricordo del suocero Vincent Hawkins, signore inglese arrivato a Sauze d’Oulx negli anni ’80 e mai più ripartito, ristoratore, molto amato nel paese e prematuramente scomparso l’anno scorso a causa di un tumore. Proprio per questo Simone ha ribattezzato la sua iniziativa “5 Summits 1 Mission, Helping Children to Smile“, promuovendo una campagna di raccolta fondi da destinare a UGI, Onlus che sostiene le famiglie dei bambini malati di tumore. “Vincent si era appassionato alla montagna e quelle erano le sue preferite” spiega Simone, “mi sembravano i luoghi migliori per ricordarlo e per contribuire ad aiutare le persone che oggi soffrono a causa della sua stessa malattia”.

“Mi sono posto un obiettivo e mi sono allenato tanto per raggiungerlo” prosegue, “sul Seguret ho faticato parecchio e ho anche accumulato ritardo rispetto alla tabella di marcia che mi ero prefissato, così ho pensato che non sarei riuscito a rimanere sotto le cinque ore. All’indomani e nelle successive giornate mi sono però sentito molto meglio, sono riuscito a spingere, a recuperare e a godermi ogni metro delle salite”. Simone ha affrontato le tappe da solo, seguito da alcuni amici disseminati lungo il percorso per dargli acqua e documentare l’impresa con foto e video. Alle 8.30 iniziava la scalata e nel resto della giornata cercava di smaltire la fatica, per ripresentarsi brillante alla prova successiva.

Soltanto in alcuni tratti delle salite è riuscito a correre e molto più spesso la pendenza elevata l’ha costretto a procedere camminando. In ogni caso spingendo al massimo, traendo energia dalle sensazioni positive, dal ricordo di Vincent e dall’obiettivo finale. “Sono montagne che conosco bene e sulle quali mi alleno abitualmente da tanti anni” spiega Simone, “vivere questa esperienza in questi luoghi è stato speciale. Dopo l’esordio ero pessimista ma sapevo anche di essermi preparato a dovere. Dal secondo giorno in poi la fatica è diventata piacevole perché sentivo le gambe forti, agili e veloci; ho ‘smesso di pensare’ e mi sono lasciato trasportare dall’entusiasmo”.

Simone è un campione delle salite fin dai tempi della mountain bike e quando ha deciso di dedicarsi alla corsa verticale ha ritrovato la stessa predisposizione. Ha continuato ad allenare il suo talento anche d’inverno, praticando sci alpinismo, e quest’anno, per concentrarsi al meglio sul record, ha messo in secondo piano la Coppa del Mondo di vertical, in cui vanta un bronzo di tappa nel 2017 e due ottavi posti in classifica generale nelle due stagioni passate. Nelle ultime settimane ha pian piano affinato la preparazione, correndo al mattino presto e in più giorni consecutivi per simulare le condizioni di “gara”. Ha studiato i percorsi sul campo per trovare le vie più rapide per raggiungere le vette. E ha firmato un’impresa che sarà ricordata a lungo in val Susa, la casa dove è nato e cresciuto.

Luca Bianco

Le cinque salite di Simone Eydallin:
– Oulx-Seguret 1h21’50” 6 km 1800 D+
– Claviere-Chaberton 57’49” 6,2 km 1300 D+
– Sauze-Faro 37’34” 3,2 km 1000 D+
– Grange della Valle-Niblè 1h04’23” 4,3 km 1500 D+
– Sestiere-Rognosa 57’09” 5,3 km 1200 D+

Foto di Damiano Benedetto

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