Immediato, dinamico e divertente: ecco il floorball

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Pubblicato il: 03/08/2019



Prendete l’hockey su ghiaccio, togliete i pattini e le ingombranti protezioni (guantoni, caschi ecc.), sostituite il disco con una piccola palla di plastica cava e il bastone con una stecca in fibra di carbonio, più leggera e maneggevole. Ecco il floorball, gioco di squadra nato come allenamento off-ice per l’hockey ma ormai da decenni diventato disciplina sportiva con una propria identità e un proprio riconoscimento anche a livello istituzionale. Si può praticare sostanzialmente ovunque perché è sufficiente una semplice superficie piana, meglio se liscia; per iniziare basta una palestra o un campetto da basket, stecche di plastica economiche e poche regole. Si gioca 5 contro 5 o 3 contro 3 (più un portiere) a seconda delle dimensioni del campo; è permesso il contatto spalla-spalla ma sono vietate le cariche e i contrasti duri; si può colpire la palla con i piedi ma non con le mani né con la testa; i falli gravi sono sanzionati con un’espulsione a tempo.

Agli European Masters Games di Torino il floorball è stata l’unica disciplina per la quale si è svolto il Campionato Mondiale Master. Si è trattato della prima edizione iridata per gli atleti “Over 35” e a organizzarla è stata la FIUF – Federazione Italiana Unihockey Floorball. Vi hanno partecipato squadre provenienti da Repubblica Ceca, Finlandia, Austria, Lettonia e Italia, che si sono affrontate nell’impianto Palatucci nel clima di sano agonismo, passione e amicizia che quasi sempre contraddistingue l’ambiente dei master. In particolare, la squadra azzurra (categoria 35+) ha coinvolto giocatori di Avezzano, Milano e Monte Marenzo, località dove sono presenti società che partecipano al campionato italiano; giocatori che nei primi anni duemila sono stati pionieri della disciplina nel nostro paese e che da allora non l’hanno più abbandonata.

Tra loro c’è Giorgio Rambaldi, presidente della FIUF, istituita nel 2000 dopo circa un decennio di attività in Italia. Il movimento nacque a Varese, probabilmente incoraggiato dalla vicinanza geografica con la Svizzera, nazioni tra le prime al mondo a praticare floorball. Si allargò quindi verso Milano e altre città della Lombardia, regione che anche oggi conta il maggior numero di realtà. Altre ormai “storiche” esistono però anche in Trentino Alto Adige, in Abruzzo, a Roma e nel Lazio; di nuove ne stanno sorgendo in Emilia Romagna, Piemonte e Valle d’Aosta. “Gli agonisti tesserati sono un migliaio, impegnati nel campionato Senior e in quelli giovanili a partire dall’under 11” spiega Giorgio Rambaldi, “ma almeno 50mila ragazzi giocano a floorball nelle scuole, dove operiamo con le nostre attività di promozione”.

L’Italia ha una nazionale maggiore e una under 19 maschile e femminile. A settembre, a Lignano Sabbiadoro, ospiterà il torneo di qualificazione ai Mondiali under 19 femminili; in particolare, gli incontri si disputeranno in una struttura condivisa tra FIUF e FIWH – Federazione Italiana Wheelchair Hockey, il corrispondente paralimpico del floorball, praticato muovendosi su carrozzine elettriche. A proposito di disabilità – in questo caso intellettive – il floorball è riconosciuto da Special Olympics, che l’ha accolto per le sue caretteristiche di immediatezza e capacità di divertire. Grazie alla presenza delle balaustre la palla è quasi sempre in gioco; i cambi “volanti” limitano ulteriormente le interruzioni e a contribuire all’accessibilità di questo sport c’è il fatto che non bisogna essere capaci a pattinare. Basta correre.

“La nostra è una disciplina decisamente inclusiva” aggiunge Giorgio Rambaldi, “innanzitutto è mista, praticabile cioè da ragazzi e ragazze insieme. Nessuno è ‘tagliato fuori’ per via della sua corporatura; semplicemente, a seconda delle proprie caratteristiche fisiche, si viene indirizzati in ruoli diversi. Per questo è perfetta per le scuole, sviluppando inoltre coordinazione e propriocezione”. Ancora oggi il floorball è utilizzato dalle società di hockey su ghiaccio per la preparazione (motivo per cui nacque negli Stati Uniti negli anni ‘50), ma rispetto al passato si è è completamente svincolato dal “fratello maggiore”. In Repubblica Ceca è il primo sport per numero di tesserati, in Svizzera il secondo dopo il calcio. 70 nazioni di tutto il mondo sono affiliate all’IFF – International Floorball Federation, comprese cinque africane che tra non molto si sfideranno nella prima Coppa d’Africa della storia.

L’IFF è stata costituita nel 1986, cinque anni dopo la prima Federazione nazionale, quella svedese, che contribuì in maniera determinante anche a redigere il regolamento ufficiale della disciplina. Svezia, Finlandia e Svizzera furono i primi stati nei quali il floorball acquisì popolarità. In particolare nelle università, motivo per cui è chiamato anche unihockey. La prima edizione dei Mondiali si svolse nel 1996; l’evento iridato si tiene negli anni pari per gli uomini e in quelli dispari per le donne. Nel 2017 a Cracovia, inoltre, il floorball è diventato disciplina ufficiale dei World Games, il più importante evento degli sport non inseriti nel programma olimpico.

Lo standard internazionale prevede partite 5 contro 5 (più il portiere) ma come detto esiste la variante 3 contro 3, adatta a spazi più limitati e a zone che non hanno ancora un gran numero di praticanti. Si gioca solitamente sulla distanza di tre tempi da 20 minuti effettivi, ma le partite possono essere di durata inferiore a seconda delle esigenze organizzative e dell’età degli atleti (molto giovani oppure master, come negli ultimi giorni a Torino). In caso di pareggio al termine dei tempi regolamentari si procede con due supplementari – con il golden gol – ed eventualmente con i rigori, che come nell’hockey consistono nell’uno contro uno tra attaccante e portiere. Si segna molto e questo, nel contesto dinamico del gioco, contribuisce a rendere il floorball uno sport decisamente spettacolare.

Il floorball a Torino
Tutto questo, da qualche tempo, è possibile anche in Piemonte grazie all’attivià intrapresa dal Real Torino, società plurititolata nel’ambito dell’hockey inline e da sempre presente anche sul ghiaccio. Nella passata stagione il Real ha organizzato una squadra Senior ma dal prossimo anno metterà in campo anche formazioni giovanili. Gli allenamenti si svolgono due volte a settimana in una palestra di Rivalta; per tutte le informazioni si può contattare alberto.anselmino@realtorino.it.

Luca Bianco

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