European Masters Games, un tuffo nelle gare in piscina

News Nuoto

Pubblicato il: 01/08/2019



Si nuota per praticare attività fisica, per tenersi in forma e perché lo sport aiuta a rimanere giovani; ci si allena per vincere e soprattutto per migliorare sé stessi. A dirlo sono gli oltre 700 appassionati arrivati a Torino per le gare in piscina degli European Masters Games, provenienti da 36 paesi d’Europa e di altri continenti. Abbracci e sorrisi, foto di gruppo sul bordo vasca – con gli atleti avvolti nelle bandiere e nelle magliette colorate dei loro paesi d’origine, insieme ai connazionali o ad atleti di altre nazionalità – hanno caratterizzato i tre giorni della manifestazione, come consuetudine delle gare Master e in particolare di un evento internazionale come quello appena concluso. Non sono mancate prestazioni di alto livello, specialmente se rapportate all’età di alcuni protagonisti, e arrivi al fotofinish, esultanze per un successo o per un primato personale abbassato; ma l’agonismo che giustamente caratterizza le competizioni non ha mai preso il sopravvento sullo spirito di partecipazione, sul semplice “piacere di esserci”.

A sottolineare il messaggio di unione attraverso lo sport sono stati una trentina di atleti paralimpici, tra cui 7 della nazionale Master protagonisti agli ultimi Campionati Italiani. Hanno gareggiato nelle distanze più veloci (50 e 100 metri) di tutti gli stili, nelle stesse batterie degli atleti normodotati e rientrando nella loro stessa classifica, pur avendo anche una graduatoria a loro dedicata. Questa è stata stilata secondo punteggio tabellare, in modo da risultare indipendente dalla classe di disabilità ma dividendo gli atleti soltanto in base all’età. I 7 azzurri hanno inoltre gareggiato in distanze superiori, in classifica unica con gli atleti normodotati.

Che lo sport sia per tutti l’hanno detto con le loro imprese i più anziani partecipanti alle gare. Per esempio Guido Belli, classe 1931, secondo nei 50 stile libero (categoria M85) alle spalle dell’ucraino Serhey Simankov, di un anno più giovane, e davanti al russo Boris Shtefan, classe 1934 e atleta paralimpico. Nella stessa distanza M80 si è imposto Giorgio Perondini, classe 1937, che ha poi raccolto i titoli di 100 stile libero, 50 e 100 dorso.

Perondini è originario di Venezia e ha imparato a nuotare nei canali della sua città. Naturalmente senza occhialini, motivo per cui neppure oggi li indossa. Negli anni ’50 si trasferì a Torino, dove oggi risiede, e continuò ad allenarsi fino a volare alle Olimpiadi di Melbourne del 1956 e a quelle di Roma del 1960. Chiusa la carriera smise di allenarsi, riprendendo qualche decennio più tardi, nel 2013 dopo aver gareggiato ai World Masters Games di Torino. Oggi vanta varie medaglie in competizioni internazionali Master e detiene i record italiani di categoria M80 nei 50 e 100 stile libero e nei 50 e 100 dorso.

Molto più giovane è Bruna Ravera (categoria M50), torinese, vincitrice di 400 e 800 stile libero, 100 e 200 rana e argento nei 50 rana. Al mattino è professoressa di educazione fisica alle medie, al pomeriggio istruttrice di nuoto, alla sera atleta di nuoto per salvamento; si allena tutti i giorni. Per l’occasione ha abbandonato manichini, pinne e torpedo, ma ha ugualmente fatto incetta di medaglie, come ogni volta che partecipa a una gara internazionale master, sia essa di nuoto “puro” o di salvamento.

Tra i paralimpici ha brillato Simone Ciulli (M30), atleta della nazionale master ma anche di quella assoluta. Agli European Masters Games ha chiuso al primo posto nelle classifiche paralimpiche ed è salito sul podio anche in quelle generali, così come Francesca Pozzi. Nei 50 e 100 rana ha nuotato Marco Dolfin, chirurgo ortopedico torinese e classe 1981. Bronzo europeo nel 2016 nei 100 rana, nella stessa distanza si è piazzato quarto alle Paralimpiadi di Rio 2016. A Torino ha gareggiato insieme al fratello Alberto, giornalista e suo primo tifoso.

Gli oltre 700 partecipanti hanno gareggiato divisi nelle categorie 25+, 30+, 35+ e così via, con salto di categoria ogni cinque anni, sia in campo maschile sia in ambito femminile. Hanno disputato tutte le gare individuali del panorama natatorio, eccezion fatta per i 400 misti e i 1500 stile libero, e due staffette: la 4×50 mista e la 4×50 stile libero, quest’ultima “mixed” cioè con quartetti formati da due uomini e due donne. Alcuni si sono incontrati molto tempo dopo l’ultima gara internazionale cui avevano partecipato e si sono dati appuntamento per la prossima, nella quale si ritroveranno come vecchi amici.

Di seguito le nazioni di provenienza degli atleti impegnati in piscina: Argentina, Australia, Austria, Bielorussia, Bosnia, Canada, Cina, Egitto, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, India, Irlanda, Israele, Italia, Kazakistan, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Messico, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Slovacchia, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Tunisia, Ucraina, Ungheria.

Luca Bianco

Risultati delle gare di nuoto degli European Masters Games a questo link

Foto di Tonello Abozzi

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