Wakeboard: tutte le sfide di Emanuele Pagnini

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Pubblicato il: 08/07/2019



Titoli europei e mondiali, una partecipazione alle Paralimpiadi. Emanuele Pagnini ha tagliato tutti i traguardi che un atleta sogna di raggiungere, ma da tempo la sua vita sportiva va oltre le vittorie e le medaglie. 43 anni, romagnolo di Cattolica, si avvicinò allo sport paralimpico nel 1999 – sei anni dopo l’incidente – e intraprese lo sci alpino. “Non sapevo neppure che si potesse sciare da seduti, ma grazie a un amico venni a conoscenza di questa possibilità” ricorda Emanuele, che come primo maestro ebbe Helmut Wolf, altoatesino e plurimedagliato ai Giochi, prematuramente scomparso nel 2013. “Un campione” prosegue Emanuele Pagnini, “per me rappresentò un grande stimolo e un esempio e da allora iniziai ad allenarmi seriamente. Scoprii davvero lo sport paralimpico e questo divenne la mia vita».

Emanuele vestì quindi la maglia azzurra ai Giochi Invernali di Torino 2006 e sulla neve partecipò anche a due edizioni iridate. Poi passò allo sci nautico – sport sicuramente più vicino alla sua terra d’origine – tappa “obbligata” prima di dedicarsi al wakeboard e in particolare al cable wakeboard. “Una combinazione di fantasia e creatività, elementi che mi caratterizzano – assicura – per questo mi piacque subito”. Pioniere in Italia e tra i primi nel mondo, Emanuele inventò un’attrezzatura per poter praticare wakeboard in posizione seduta. Con un atleta francese conosciuto nel 2011 in occasione di un Mondiale mise successivamente a punto un telaio più affidabile e funzionale e i due lavorarono alla stesura di un regolamento ufficiale.

Quindi cominciò a lavorare per promuovere e diffondere il wakeboard paralimpico. Una disciplina di salti e acrobazie su strutture galleggianti, che a differenza dello sci nautico non necessita di barche perché gli atleti vengono trainati da una corda (in maniera simile a ciò che avviene con gli skilift), risultando di conseguenza molto più economica. Oggi Emanuele Pagnini è atleta e maestro, con due ori mondiali e tre europei all’attivo; si è laureato campione del mondo a marzo in Argentina e tra pochi giorni in Polonia difenderà il titolo continentale. Ha trasmesso tutta la sua passione e il talento alla figlia Claudia, campionessa mondiale Junior.

A proposito del suo impegno a livello di promozione, con il sostegno della FISW – Federazione Italiana Sci nautico e Wakeboard e del CIP – Comitato Italiano Paralimpico ha sviluppato un progetto a livello nazionale per insegnare il wakeboard paralimpico a ragazzi con disabilità. Ben 30, nel 2018, hanno seguito i sei camp organizzati dalla Federazione in altrettanti centri di tutta Italia, che con entusiasmo hanno accolto l’iniziativa. Nei 2-3 giorni del camp Emanuele spiega le basi del “suo” sport e porta i ragazzi in acqua per una prova.

Tanti hanno deciso di proseguire l’attività e l’obiettivo è coinvolgerne ancora di più quest’anno, nelle otto tappe di Settimo Torinese, Milano, Modena, Treviso, Rieti, Ancona, Roma e Catania. La prima si è già svolta, la scorsa settimana al Turin Wake Park alle porte di Torino. “Vedere i ragazzi compiere acrobazie che non pensavano di poter realizzare è una grandissima emozione – conclude Emanuele Pagnini – il sogno è incrementare il numero di praticanti in modo da poter creare una categoria ‘seated’ all’interno dei Campionati Italiani, proprio come già succede nel campionato nazionale francese e nelle più importanti gare internazionali. Gli atleti gareggiano nelle rispettive categorie ma tutti insieme, nello stesso luogo e nello stesso evento; è un bellissimo esempio di integrazione”.

Luca Bianco

Foto di Andrea Gilardi

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