Andrea Rostan, di corsa in vetta alle montagne

Corsa News

Pubblicato il: 28/06/2019



Ogni gara di corsa è un viaggio più o meno lungo nel quale mettersi alla prova, raccogliere i frutti di un lungo allenamento e cercare di superare i propri limiti. Ecco perché il momento in cui si taglia il traguardo e gli attimi successivi regalano quasi sempre sensazioni particolari e positive. A renderle ancor più speciali può essere il luogo; per esempio l’arrivo di un “vertical”, che parte ai piedi di una montagna e sale lungo il ripido versante fino alla vetta. Fin quasi a toccare il cielo limpido e a vedere il panorama aprirsi tutt’intorno; è qui che l’idea del “viaggio” assume ancor più significato, perché la corsa è anche il mezzo per raggiungere una meta perfetta.

Andrea Rostan ha vent’anni e frequenta ambienti e paesaggi alpini da sempre. È nato e cresciuto a Pinasca, paese della val Chisone circondato e sovrastato da monti che ha visitato parecchie volte con la sua famiglia, fin da bambino, prima nelle gite del fine settimana, poi durante i suoi allenamenti. D’inverno pratica sci di fondo e sci alpinismo e quando la neve si scioglie percorre gli stessi sentieri di corsa o in bicicletta.

“Tutte queste discipline mi danno un senso di libertà, mi permettono di ‘staccare’ dalla quotidianità” afferma, “sono una parte importante della mia giornata”. Così, partendo dalle sue passioni di sempre, Andrea è diventato uno dei migliori atleti italiani di corsa in montagna; passando per la pista, le campestri e le gare su strada, sempre guidato dal suo attuale allenatore Mauro Riba, colui che per primo, nel 2012, ne intuì le potenzialità.

Da qualche stagione è tesserato per l’Atletica Saluzzo. Qualche settimana fa a Casto (Brescia) ha vinto la prova di lunghe distanze e si è piazzato secondo nel kilometro verticale del Campionato Italiano Promesse (Under 23). Da Junior, sempre ai Campionati Italiani, ha conquistato un argento e un bronzo nella classifica combinata delle prove di “sola salita” e “salita e discesa”, guadagnandosi la convocazione in nazionale per gli Europei e i Mondiali di categoria sia nel 2016 sia nel 2017.

Nello scorso week end a Pragelato si è invece imposto nel campionato regionale di kilometro verticale, coprendo 1000 metri di dislivello e 4,1 km di strada in meno di 40 minuti. “Mi piace molto questo tipo di gara e in particolare quando come nell’ultima occasione non è troppo ripida ed è quindi tutta ‘corribile’” spiega, “ci sono km verticali lunghi meno di 3 km, dove si è praticamente costretti a camminare. In ogni caso arrivare in cima è una bellissima sensazione”.

Ogni specialità della corsa in montagna gli riesce bene, gli risulta familiare; del resto, quasi tutte le strade intorno a casa sua sono in salita o in discesa e Andrea è cresciuto correndoci sopra. A marzo – dopo l’inverno trascorso sugli sci, ma anche nuotando e in palestra – riallaccia le scarpe da ginnastica; alterna allenamenti in piano e in salita e aggiunge uscite in bicicletta, importanti come potenziamento specialmente per i vertical.

In totale sono 8-9 sedute a settimana; corse più lunghe a marzo e aprile per mettere nelle gambe una buona dose di ‘fondo’, più brevi e a ritmo più sostenuto nei periodi che precedono le gare. “Questa è l’impostazione generale e all’interno di questa proviamo ad apportare qualche novità ogni anno” aggiunge, “cercando una preparazione sempre migliore per arrivare in forma agli appuntamenti più importanti”.

Non manca molto agli eventi più attesi del 2019, cioè le prove di sola salita e salita+discesa del Campionato Italiano, rispettivamente a Recoaro Terme (Vicenza) e Arco (Trento) il 28 luglio e 22 settembre. L’obiettivo è tornare sul podio e, al di là del risultato, rivivere la sensazione di salire in cima a nuove vette.

Luca Bianco

Foto di Damiano Benedetto

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