Decathlon e eptathlon, varietà e completezza

Atletica News

Pubblicato il: 21/05/2019



Decathleta torinese, classe 2002 e categoria Allievi (under 18), Alessandro Sion ha gareggiato nello scorso fine settimana nel Mehrkampf Meeting di Landquart, nel cantone svizzero dei Grigioni. Alessandro ha concluso con 6832 punti, score che gli sarebbe valso il record italiano di categoria, se non ci fosse stato vento oltre i limiti sia nel salto in lungo sia nei 110 ostacoli. Un inizio di stagione comunque ottimo per il giovane atleta tesserato per la S.A.F.Atletica Piemonte, campione italiano Allievi in carica (e nel 2017 tricolore nell’esathlon Cadetti), che nel meeting elvetico ha messo a segno le seguenti prestazioni: 11’’73 sui 100, 6,34 nel lungo, 13,94 nel peso, 1,85 nell’alto, 55’’25 sui 400, 14’’57 sui 110 ostacoli, 45,23 nel disco, 3,70 nell’asta, 61,24 nel giavellotto e 5’07’’65 sui 1500.

Le prove multiple
Questo è il decathlon. Dieci specialità dell’atletica leggera su pista che nelle competizioni vengono divise in due giornate. Nella prima si svolgono 100 metri, salto in lungo, getto del peso, salto in alto e 400 piani; nella seconda 110 ostacoli, lancio del disco, salto con l’asta, lancio del giavellotto e 1500 metri, prova conclusiva e unica di mezzofondo. Per questo motivo la maggior parte dei decathleti predilige velocità ed esplosività, doti maggiormente richieste nelle varie specialità, più che la resistenza. A ogni prestazione cronometrica delle prove di corsa, a ogni misura di salti e lanci viene attribuito un punteggio secondo un algoritmo della federazione internazionale, cosicché la classifica finale è data dalla somma dei punti raccolti da ogni atleta nelle varie prove.

Il decathlon esiste anche in ambito femminile, riconosciuto ufficialmente dalla IAAF a partire dal 2004, praticato però soltanto in alcuni meeting e con un ordine delle prove diverso rispetto a quello maschile (le due giornate sono “scambiate”, con l’eccezione dei 100 e dei 1500 che aprono e chiudono il programma). Alle Olimpiadi e nelle manifestazioni internazionali più importanti le donne gareggiano nell’eptathlon, che comprende le sette specialità di 100 ostacoli, salto in alto, getto del peso e 200 metri (prima giornata); salto in lungo, lancio del giavellotto e 800 metri (seconda giornata). Come il “fratello maggiore” colpisce per varietà e completezza; quasi nessun atleta di prove multiple può competere con gli specialisti delle singole prove, ma in tutte gareggia su buoni livelli.

Un po’ di storia
L’origine di decathlon e eptathlon può essere ricondotta addirittura all’Antica Grecia; esisteva il pentathlon, composto da corsa, salto in lungo, lancio del disco e del giavellotto e lotta. La stessa disciplina venne ripresa alle Olimpiadi di Atene del 1906, mentre ai Giochi di Stoccolma del 1912 fu introdotto il decathlon, simile a una competizione americana chiamata all around e strutturata secondo uno schema di “4 corse, 3 salti e 3 lanci”, già peraltro comparsa alle Olimpiadi di Saint Louis del 1904. Pentathlon e decathlon convissero ai Giochi fino all’edizione di Parigi del 1924 (compresa), quindi il primo venne abbandonato.

Tornò protagonista nel programma a cinque cerchi a Tokyo nel 1964, a livello femminile e con specialità diverse – peso, alto, lungo, 80 ostacoli e 200 metri, successivamente diventati 100 ostacoli e 800 – prima di essere sostituito dall’eptathlon nel 1984 a Los Angeles. Il pentathlon esiste però ancora nell’atletica indoor femminile, con le stesse prove già citate e con l’unica variazione dei 60 ostacoli al posto dei 100. Sempre a livello indoor, gli uomini si misurano invece in un eptathlon composto da 60 piani, lungo, peso, alto, 60 ostacoli, asta e 1000. Per le categorie giovanili esistono infine alcune varianti delle prove multiple che prevedono meno specialità, per esempio l’esathlon e l’octathlon.

Numeri e record
Il record mondiale del decathlon appartiene al 27enne francese Kevin Mayer, vicecampione olimpico, campione europeo e mondiale in carica. Il primato è di 9126 punti, stabilito a Talence (Francia) nello scorso settembre e strappato al bicampione olimpico statunitense Ashton Eaton, che aveva totalizzato 9045 punti ai Mondiali di Pechino del 2015. Nell’occasione Mayer ha corso i 100 in 10’’55, i 400 in 48’’42, i 1500 in 4’36’’11 e i 110 ostacoli in 13’’75; ha saltato 7,80 nel lungo, 2,05 nell’alto e 5,45 nell’asta; e ha completato l’opera con 16 metri netti nel peso, 50,54 nel disco e 71,90 nel giavellotto.

Il primato del mondo in campo femminile è invece a stelle e strisce, detenuto da trent’anni da Jackie Joyner-Kersee. Alle Olimpiadi di Seoul del 1988 vinse l’oro con 7291 punti, frutto di 12’’69 nei 100 ostacoli, 1,86 nell’alto, 15,80 nel peso, 22’’56 nei 200, 7,27 nel lungo, 45,66 nel giavellotto, 2’08’’51 negli 800. Nella stessa edizione dei Giochi fu campionessa anche nel salto in lungo, specialità di cui ha il primato continentale di 7,49 stabilito nel maggio del 1994 a New York e ripetuto due mesi dopo a Sestriere. Chiuse la carriera nel 2001 con quattro titoli iridati, tre titoli e altre tre medaglie olimpiche, tutte conquistate tra eptathlon e salto in lungo, tra Los Angeles 1984 e Atlanta 1996.

Foto di Massimo Pinca

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