Nuoto per Salvamento: le prove oceaniche

News Nuoto per salvamento

Pubblicato il: 18/05/2019



Dopo mesi di gare in piscina, nelle ultime settimane la stagione agonistica del nuoto per salvamento si sta a poco a poco affacciando anche sulle coste per le prime competizioni di prove oceaniche. Queste saranno protagoniste dal 29 maggio al primo giugno a Riccione, in occasione dei Campionati Italiani Assoluti e di Categoria di specialità. Ma già in questo fine settimana – tempo permettendo – tantissimi atleti piemontesi verificheranno la propria preparazione al Trofeo Città di Andora, ospitato dall’omonima località ligure in provincia di Savona. Le prove oceaniche del salvamento sono varie e coinvolgono più discipline sportive; naturalmente il nuoto, ma anche la corsa (e non solo). Utilizzano inoltre attrezzi come tavole, pinne, torpedo e canoa. Come nelle gare in vasca l’idea di fondo è simulare un’operazione di salvataggio in un contesto agonistico più o meno fedele a situazioni reali. Ecco una breve panoramica delle diverse specialità.

Nelle gare di sprint sulla spiaggia e bandierine sulla spiaggia non si nuota. Lo sprint è una semplice corsa di velocità sulla sabbia su un tratto di 90 metri (70 per le categorie Esordienti e Master), simile a quelle che si svolgono sulla pista di atletica anche per il fatto che a ogni concorrente è attribuita una corsia. Nella prova di bandierine invece gli atleti partono in posizione sdraiata e prona, con la testa rivolta in direzione opposta al campo; al segnale di start si alzano, si girano e corrono a prendere una delle bandierine piantate a 20 metri di distanza dalla linea di partenza. Il numero delle bandierine è inferiore al numero dei partecipanti e chi non riesce a raccoglierne viene eliminato. Si procede quindi per turni successivi, togliendo bandierine (e quindi concorrenti) fino a eleggere il vincitore.

Tutte le altre prove oceaniche del salvamento si svolgono anche in acqua. Nella gara nel frangente – o frangente – si parte con pochi metri di corsa sulla spiaggia, si entra in mare (o nel lago) e si nuota lungo un percorso segnalato da boe, fino a tornare sulla spiaggia e tagliare il traguardo dopo un nuovo brevissimo tratto di corsa. La distanza della boa più lontana è di circa 170 metri dal punto in cui l’acqua arriva al ginocchio (120 per Esordienti e Master); la lunghezza complessiva del percorso in acqua (e quindi della gara) può quindi variare in base alle condizioni della marea.

Simile è la gare di corsa-nuoto-corsa, dove però la distanza da percorrere a piedi è decisamente maggiore. I partecipanti corrono per circa 200 metri sia prima dell’ingresso in acqua sia dopo l’uscita (le distanze sono dimezzate per i più giovani). Il percorso di nuoto è segnalato da boe e ha lunghezza complessiva pari a circa 300 metri. In più frazioni è divisa anche la gara di corsa-nuoto-tavola. Dopo circa 200 metri di corsa e 300 di nuoto, gli atleti recuperano la tavola posta in prossimità della battigia e si tuffano nuovamente in acqua. Pagaiando lungo il tracciato segnalato dalle boe – un percorso diverso e più lungo rispetto a quello della frazione di nuoto – si dirigono nuovamente verso la spiaggia e poi avanzano di corsa verso il traguardo.

Più immediata è la gara con tavola, che al pari del frangente si svolge prevalentemente in acqua, su un tracciato di circa 600 metri indicato da boe, con piccoli tratti di corsa sulla spiaggia dopo la partenza e prima dell’arrivo. I partecipanti devono ovviamente pagaiare intorno alle boe, la cui distanza è calcolata anche in questo caso dal punto in cui l’acqua arriva al ginocchio (per gli Esordienti le distanze sono inferiori, secondo regolamento). Nella gara con la canoa, invece, si parte e si arriva direttamente in acqua e il percorso intorno alle boe misura circa 700 metri per le categorie Ragazzi, Junior, Cadetti e Senior, risultando un po’ più corto per i Master.

Una “sintesi” delle competizioni viste finora è l’ocean (oceanman/oceanwoman), la più completa delle prove oceaniche, dal momento che gli atleti affrontano una frazione di nuoto, una con la tavola, una con la canoa e una di sprint sulla spiaggia. Ognuna di queste si svolge con le modalità previste per la singola specialità e la sequenza delle frazioni è determinata tramite sorteggio all’inizio di ogni manifestazione, mantenendo comunque lo sprint come conclusiva. La partenza avviene dall’acqua nel caso in cui la prima frazione sia quella con la canoa, dalla spiaggia negli altri casi. La distanza delle boe è come sempre misurata dal punto in cui l’acqua arriva al ginocchio e in generale la lunghezza complessiva della prova è di circa 1400 metri.

In maniera analoga funziona la staffetta ocean, dove però le varie parti della gara sono effettuate da quattro diversi frazionisti: un nuotatore, un corridore, un concorrente sulla canoa e uno sulla tavola. La sequenza delle frazioni è sorteggiata all’inizio della competizione e lo sprint chiude la staffetta. I cambi avvengono mediante “contatto” tra i frazionisti compagni di squadra. Ai Campionati Mondiali e agli Europei esiste una variante denominata ocean lifesaver, con l’ordine delle frazioni fissato in nuoto, tavola, canoa e sprint sulla spiaggia. Ai Mondiali, in particolare, le formazioni sono composte da due atleti e due atlete, distribuiti nelle varie frazioni tramite sorteggio.

Altre prove di squadra sono le staffette con torpedo, con tavola e sprint sulla spiaggia. Nella prima sono impegnate quattro persone: una “vittima”, un nuotatore munito di pinne e torpedo e due soccorritori. La vittima nuota per circa 120 metri fino alla boa assegnata alla propria formazione, la tocca e dà in questo modo il via al nuotatore. Quest’ultimo nuota verso la stessa boa per recuperare il compagno, lo assicura in maniera corretta agganciando il torpedo di salvataggio attorno al corpo sotto entrambe le braccia e torna con lui verso la riva. A questo punto i soccorritori possono entrare in acqua, prendere la vittima e trasportarla di corsa verso il traguardo.

Due sole persone sono invece coinvolte nel salvataggio con la tavola. Come nella  prova precedente la vittima nuota per circa 120 metri verso la boa, segnala il suo arrivo e attende il compagno di squadra, questa volta munito di tavola. Entrambi possono pagaiare al ritorno verso la spiaggia e correre verso l’arrivo tenendo la tavola. Come nella prova individuale, anche la staffetta sprint sulla spiaggia non prevede fasi in acqua. Le formazioni sono composte da quattro atleti (tre per i Master), ognuno dei quali impegnato in uno scatto di 90 metri sulla sabbia. Il cambio avviene all’interno della corsia assegnata tramite passaggio di un testimone.

Foto di Massimo Pinca

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