Volo a Vela: Giancarlo Grinza dai Mondiali al Trofeo Città di Torino

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Pubblicato il: 12/04/2019



Volare in aliante sul Piemonte tra le Alpi ancora innevate e la pianura del Canavese, tra le province di Torino, Cuneo e Biella. Abbastanza bassi per apprezzare molti dettagli della superficie, abbastanza in alto da non sentire alcun rumore. Una sensazione che molti sognano e che possono provare tutti i partecipanti al Trofeo Città di Torino, istituito nei primi anni sessanta e disputato praticamente senza interruzioni dal 1983 a oggi, giunto quest’anno alla quarantasettesima edizione. Si tratta di un evento tradizionale per quanto riguarda il volo a vela, sempre organizzato dall’Aero Club Torino (strada delle Berlia 500 a Torino) e iscritto nel calendario sportivo nazionale dell’Aero Club d’Italia. È inoltre una competizione valida per il ranking internazionale IGC e ogni anno richiama piloti da tutta Italia e dall’estero, compresi diversi campioni della nazionale azzurra.

L’edizione 2019 del Trofeo Città di Torino è iniziata nello scorso fine settimana e proseguirà da domani a domenica, con i temi giornalieri – i percorsi con alcuni “passaggi obbligati” da completare durante il volo – disegnati in base alle condizioni atmosferiche. Quest’ultime, non favorevoli nei primi giorni di gara, hanno costretto gli organizzatori a proporre tappe più corte, ma ugualmente impegnative e “allenanti” proprio per la situazione climatica non ideale. Ecco perché per i migliori interpreti della disciplina a livello nazionale il Trofeo sabaudo rappresenta un importante banco di prova, oltre che per la sua classica collocazione all’inizio della stagione agonistica.

Quest’anno l’evento vede al via venti piloti. Tra gli azzurri ci sono l’emiliano Vittorio Pinni, al momento quinto nella classifica generale, i varesini Stefano Ghiorzo – già campione del mondo – e Alberto Sironi, entrambi plurivincitori del Trofeo. C’è Giancarlo Grinza, piemontese della nazionale e portacolori dell’Aero Club Torino, che nella gara “di casa” si è imposto quattro volte e che al momento è terzo in graduatoria.

L’estate scorsa a cavallo tra luglio e agosto Giancarlo ha partecipato ai Mondiali per la prima volta in carriera. Per una settimana ha esplorato i cieli della Repubblica Ceca, poi ha intrapreso i quindici diversi percorsi (in altrettanti giorni) della gara iridata. Ha studiato da vicino i migliori al mondo, che praticano il volo a vela da professionisti e non soltanto per passione come lui. Il piazzamento finale è stato ugualmente molto buono, con un ventesimo posto (su quarantacinque partecipanti) frutto di qualche difficoltà accusata nelle prime tappe e di un bel recupero nella seconda parte della manifestazione.

«Era il mio primo mondiale e gareggiavo su un territorio sopra il quale non avevo mai volato prima – racconta – per questo ho impiegato qualche giorno per prendere il passo giusto, che poi ho mantenuto fino alla fine. È stato un ottimo allenamento, per tarare la preparazione di questa stagione e pensando già ai Mondiali che si terranno nel 2020 vicino a Berlino».

A luglio Giancarlo trascorrerà un paio di settimane proprio in quella zona della Germania, per toccare con mano le zone che ospiteranno l’evento iridato. Volerà su un terreno pianeggiante o al massimo collinare, molto diverso da quello piemontese e italiano cui è abituato, caratterizzato da montagne o comunque da pianure con caratteristiche diverse.

«È importante scoprire le aree più ‘ricche di energia’, quelle che si scaldano diversamente dalle circostanti generando di conseguenza correnti ascensionali – spiega – su queste l’aliante può ricevere la spinta per salire più in alto e per planare poi più velocemente e su distanza maggiori. Le condizioni possono ovviamente cambiare nel tempo, ma studiare il territorio è comunque importante».

Non troppo però, perché «abituarsi a una zona e alle sue condizioni porta a volare sempre nello stesso modo e non sviluppa la capacità di adattarsi a situazioni diverse – conclude Giancarlo – bisogna conoscere il territorio, ma allo stesso modo saper riconoscere le aree con maggior energia semplicemente ‘leggendo il cielo’».

Luca Bianco

La precedente intervista a Giancarlo Grinza a questo link

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