Flag, il football americano “senza contatto”

Football Americano News

Pubblicato il: 09/04/2019



Se vi piace il football americano ma vi spaventa il contatto fisico anche duro che contraddistingue la maggior parte delle azioni di una partita, ciò che fa per voi si chiama flag football. Football, in pratica, nel quale gli avversari non vengono bloccati tramite placcaggi bensì strappando una bandierina – flag – che sventola  attaccata alla loro cintura. Una disciplina sportiva che proprio grazie a questa peculiarità risulta propedeutica al football tradizionale e adatta a bambini, ragazzi e adulti; può essere inoltre praticata senza distinzioni da maschi e femmine, che si affrontano in squadre miste.

Il gioco
L’obiettivo del gioco, proprio come nel football americano, è guadagnare terreno attraverso corse e passaggi e raggiungere l’area di meta (end zone) per segnare punti. Ogni squadra deve iniziare l’azione d’attacco 5 yards davanti alla propria end zone; ha quattro giochi (down) a disposizione per raggiungere la metà campo e, se ci riesce, ne ha altri quattro per arrivare al touchdown. I down si chiudono quando viene strappata una delle bandierine poste ai fianchi del giocatore che porta il pallone e il gioco successivo riparte dal punto in cui è stata interrotta l’azione. La linea che taglia il campo trasversalmente è chiamata linea di scrimmage e in ogni down le squadre si dispongono da parti opposte rispetto a tale linea. Durante il gioco, inoltre, ogni volta che la palla supera la linea di scrimmage non può più essere passata. Proprio come nel football americano, anche nel flag football assume particolare importanza la strategia. Chi attacca deve cercare di liberare lo spazio per un passaggio in avanti o per una corsa verso la end zone avversaria, chi difende deve ovviamente evitare tutto questo, leggendo in anticipo le situazioni e schierandosi di conseguenza.

Fondamentale, quindi, è il lavoro di squadra. Ogni giocatore deve svolgere al meglio il proprio ruolo ma senza individualismi, inserendosi nel gioco corale come uno strumento all’interno di un’orchestra, senza prevalere o “steccare”. Un’azione può essere efficace soltanto se tutti i giocatori vi partecipano, mettendo la propria abilità al servizio dei compagni. Lavorare insieme è un requisito indispensabile in partita e lo è altrettanto in allenamento, in vista della competizione. Così, in una società sempre più eterogenea come quella nella quale viviamo – a livello di nazionalità e cultura – il (flag) football è un perfetto strumento di integrazione, capace di legare ragazzi di ogni etnia e ceto sociale, uniti in campo da un obiettivo comune senza che un ruolo sia più importante di un altro.

Alcune regole
A livello internazionale esistono diverse organizzazioni che si occupano di flag football e questo genera alcune differenze di regolamento per quanto riguarda il numero di giocatori che compongono le squadre, le dimensioni del campo e la durata delle partite. Esiste inoltre una versione della disciplina che consente il contatto fisico; in questo caso sono ammessi i blocchi – anche se regolamentati in maniera diversa rispetto al football tradizionale – e i difensori possono ostacolare la corsa del portatore di palla, non soltanto tentare di strappargli la bandierina come previsto nel flag football senza contatto. Quest’ultima è la variante giocata in Italia, dove le formazioni sono composte da cinque giocatori e si affrontano su un rettangolo di circa 70 yards per 25. L’incontro dura 40 minuti, divisi in due tempi da 20. Ogni touchdown vale sei punti e può essere “trasformato” con 1 o 2 extra-point, a seconda che l’azione di trasformazione venga giocata a partire da 5 o 12 yards. Si possono segnare punti (2) anche con le safety, cioè togliendo la bandierina al portatore di palla all’interno della sua end zone.

I campionati italiani e le squadre piemontesi
Nel nostro paese la FIDAF organizza cinque campionati, uno femminile e quattro aperti a squadre miste: la Coppa Italia Senior e i tornei giovanili under 17, 15 e 13, strutturati con la disputa di alcuni raggruppamenti detti bowl. In Piemonte diverse società praticano flag football. In Coppa Italia militano i 65ers Arona e i Minotauri Torino; gli stessi Minotauri sono iscritti ai campionati under 15 e 17, dove giocano rispettivamente anche i Mastifs Canavese e i Blitz Balangero. Nelle due categorie citate e in under 13, infine, sono presenti i Giaguari Torino, società di vertice a livello regionale per quanto riguarda il football americano. “Dal punto di vista strettamente tecnico il flag è perfetto per allenare le posizioni con il pallone, specialmente nei periodi di pausa dell’attività ‘tackle’” spiegano gli allenatori dei Giaguari, “e in generale il flag ha tutte le qualità del football tradizionale per quanto riguarda gioco di squadra, collaborazione e integrazione all’interno del gruppo”.

La pagina dei campionati FIDAF a questo link

Le foto sono di Monica Audoglio

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