Hockey Ghiaccio: Torino Bulls, da “piccole canaglie” a campioni d’Italia

Hockey su ghiaccio News

Pubblicato il: 02/04/2019



C’era una volta un gruppo di bambini. Misero ai piedi i primi pattini da ghiaccio, entrarono in pista e a poco a poco iniziarono a giocare con dischi e bastoni. Si appassionarono all’hockey, incoraggiati dai tecnici e dai genitori, radunati ogni fine settimana sulle tribune del PalaTazzoli per assistere alle loro partite. Esattamente tre anni fa vinsero il torneo under 11 organizzato dalla loro stessa società: il “Little Rascals” (che tradotto in italiano significa “piccole canaglie”). Oggi quelle piccole canaglie – maschi e femmine, perché nell’hockey giovanile le squadre possono essere miste – sono un po’ più grandicelli e hanno appena conquistato il titolo italiano under 13, regalando all’HC Torino Bulls 2011 il primo scudetto della sua giovane storia. Esattamente come in quella domenica di primavera del 2016 hanno dato tutto in campo, compattandosi di fronte alle difficoltà e ottenendo il massimo risultato al termine di una stagione in crescendo. Come allora, al suono della sirena, hanno lanciato in aria caschi, guantoni e stecche in un’esplosione di entusiasmo, accalcandosi alla balaustra in un grande abbraccio collettivo, applauditi da un esercito di mamme e papà in tribuna.

Non è stata soltanto una vittoria; è stata la vittoria di un gruppo partito “da zero” e cresciuto insieme, in altre parole il successo più bello che esiste negli sport di squadra. Dal giorno in cui hanno intrapreso la loro avventura sul ghiaccio – circa sei anni anni fa – le piccole canaglie hanno percorso tanta strada, guidati da coach Zdenek Kudrna e dallo staff dei Torino Bulls. “Non ci sono segreti nel nostro modo di insegnare hockey” spiega il tecnico, “la pattinata e il controllo del disco sono la base di tutto, poi lavoriamo sul tiro, sulla posizione in campo e su altri fondamentali”. A proposito di pattinata, velocità e intensità hanno permesso ai giovani gialloblu di battere qualsiasi avversario, magari più inquadrato tatticamente ma meno brillante e dinamico. “Il gruppo è stato decisivo” continua l’allenatore, “perché se le capacità individuali non sono supportate dal gioco di squadra, se non vengono messe al servizio della squadra, non possono essere efficaci. Tutti i ragazzi hanno avuto un ruolo importante, mettendosi sempre a disposizione dei compagni”.

Lo scudetto conquistato pochi giorni è figlio della passione che accomuna la società, con il presidente Renato Vaccarino in testa, gli atleti e i genitori, che ormai condividono la stessa amicizia dei loro figli. “La ‘malattia’ dell’hockey ha contagiato tutti” assicura coach Zdenek, “è questa che spinge i ragazzi ad allenarsi ogni volta che c’è il ghiaccio disponibile, i loro genitori ad accompagnarli sempre alla pista, i dirigenti a organizzare l’attività nel migliore dei modi. È la stessa ‘malattia’ che tanti anni fa ha colpito me”. Nato e cresciuto in Repubblica Ceca, Zdenek Kudrna è arrivato ai massimi livelli di hockey in patria e in Italia, passando anche per i campionati Junior canadesi. Qualche anno fa si è legato ai Torino Bulls, allora appena fondati; i primi bambini cui ha insegnato le basi della disciplina sono proprio quelli che oggi hanno il tricolore cucito sul petto. “Lo scudetto è il frutto di un lungo percorso” racconta con gli occhi che brillano, “non avevo mai vinto un titolo nazionale, neppure da giocatore; anche per questo devo ringraziare tutti, perché per me ha un valore speciale”.

A causa di una squalifica Zdenek ha dovuto seguire la finale dalla tribuna, perfettamente sostituito da Silvano Agresti e Roberto “Swito” Trombetta, che negli anni hanno contribuito con lui a costruire questa impresa. Ha sofferto con la squadra quando questa si è trovata sotto 4-1, pagando un po’ di tensione iniziale; ma già nel secondo tempo le piccole canaglie hanno reagito, accorciando le distanze e completando la rimonta dopo cinque minuti nel terzo periodo. 4-4 il risultato finale; bastava il pareggio ai Bulls, vittoriosi 5-1 nella sfida di andata giocata in trasferta. È stato il coronamento di una stagione esaltante – come detto dal presidente Renato Vaccarino – nella quale il gruppo ha acquisito consapevolezza strada facendo. 13 vittorie e una sola sconfitta in regular season, nessun passo falso nella seconda fase, fino alla finale contro Egna.

Tagliato un traguardo è tempo di puntarne un altro. Nel prossimo week end la stessa under 13 sarà a Yverdon per un torneo internazionale, poi continuerà a lavorare in vista della nuova stagione, che per molti sarà quella del passaggio di categoria. “Anche se al primo anno sono sicuro che i ragazzi sapranno mostrare le loro capacità” conclude Zdenek Kudrna, “in under 15 proveremo a raggiungere i playoff che quest’anno abbiamo mancato nonostante un’ottima annata; in under 13 accoglieremo i piccoli del nostro vivaio, reduci da una bella stagione di crescita. Contnueremo a promuovere l’hockey e in generale lo sport, per dare ai bambini un’occasione per diventare amici – proprio attraverso lo sport – per insegnar loro a fare squadra e darsi una mano, per costruire e vincere tutti insieme”.

Luca Bianco

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