CSEN e sport integrato, Torino attende la “Carovana”

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Pubblicato il: 06/02/2019



Da Lignano Sabbiadoro a Pont Saint Martin, dal Friuli Venezia Giulia alla Valle d’Aosta, passando per Cavalese (Trento), Meda (Monza e Brianza) e Torino. Ecco l’itinerario che dal 7 al 16 aprile vedrà impegnato l’equipaggio numero 3 della “Carovana dello Sport Integrato“, viaggio che da metà marzo a metà maggio attraverserà tutte le regioni d’Italia con l’obiettivo di promuovere l’inclusione sociale delle persone disabili attraverso lo sport, in particolare il football integrato. L’iniziativa è organizzata dallo CSEN – Centro Sportivo Educativo Nazionale con il contributo del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; è coordinata da Andrea Bruni, responsabile dell’Ufficio progetti nazionali CSEN ed è stata avviata e sostenuta con forza da Francesco Proietti, presidente nazionale CSEN.

A coprire i circa seimila kilometri del viaggio saranno quattro equipaggi composti da atleti disabili e non, da educatori sportivi e formatori, accompagnatori e assistenti volontari. Ogni equipaggio transiterà in cinque città, cosicché la carovana ne visiterà venti in tutta la penisola (una per regione), portando il suo messaggio di integrazione e accoglienza delle diversità con incontri sui temi di “Carta dei valori dello Sport Integrato” e football integrato, proponendo una dimostrazione di questa disciplina sportiva. La “Carta dei valori” sarà redatta dai tanti studenti di scuole superiori coinvolti grazie a un progetto di alternanza scuola-lavoro; gli stessi allievi saranno in prima linea nell’organizzazione degli eventi nelle proprie città.

La “Carovana dello Sport Integrato” passerà naturalmente anche in Piemonte e sotto la Mole, in particolare, approderà sabato 13 aprile, per ripartire domenica 14. La prima giornata sarà dedicata alla presentazione del progetto, la seconda alle attività “pratiche” e alla dimostrazione di football integrato, in programma nella palestra e negli spazi aperti della Cartiera di via Fossano. Le prove generali in vista della tappa torinese della “Carovana” si sono però svolte già nello scorso fine settimana, importante momento di formazione per tutto l’equipaggio che attraverserà il nord Italia partendo da Lignano Sabbiadoro.

Nel pomeriggio di sabato si sono tenute lezioni teoriche, mentre domenica è stato il turno della “pratica”, con allenamenti e partita di football integrato. A proposito del progetto di alternanza scuola-lavoro citato in precedenza, nel corso del week end sono intervenuti i ragazzi dell’Istituto Carlo Levi, coordinati dalla professoressa Giuseppina Grimaldi e già formati dal tutor regionale CSEN Enrico Franci.

«La ‘Carovana dello Sport Integrato’ è un’occasione di incontro e di scambio che vuole far conoscere in modo diverso il mondo della disabilità, del volontariato e dello sport – spiega Gianluca Carcangiu, presidente CSEN Piemonte e coordinatore regionale del progetto – vi partecipano tante persone e l’obiettivo è coinvolgerne molte di più in tutte le città, per passare davvero a tutti un importante messaggio di inclusione».

Un gioco imprevedibile e adatto a tutti
Quattro porte anzichè due, quattro tempi da otto minuti di gioco effettivo, un pallone più piccolo e più leggero in certe fasi di gioco, un ruolo definito per ogni giocatore in base alla competenza motoria del giocatore stesso. È il football integrato, disciplina sportiva ispirata al calcio e ideata pochi anni fa dallo CSEN – Centro Sportivo Educativo Nazionale, che ne ha compilato il regolamento e promosso le prime dimostrazioni. In campo scendono due squadre composte da atleti con capacità fisiche, tecniche e cognitive diverse; ma la partita si gioca con regole uguali per tutti, che permettono a ogni atleta – indipendentemente dalla propria disabilità – di partecipare attivamente al gioco e al raggiungimento del risultato finale.

Il football integrato deriva dall’esperienza del baskin, ispirato alla pallacanestro e istituito nei primi anni duemila; con quest’ultimo condivide caratteristiche di accessibilità, dinamicità e imprevedibilità, oltre naturalmente all’obiettivo di inclusione di tutti i componenti della squadra. L’assegnazione del ruolo – cinque in tutto – avviene in base a una valutazione funzionale di equilibrio, capacità di movimento (corsa, camminata) dell’atleta e sua capacità di gestione della palla con i piedi. L’attribuzione del ruolo è molto importante perché definisce vincoli e libertà di ogni giocatore, che nel corso della partita ha un avversario diretto di pari capacità; non solo, la composizione delle squadre viene studiata in maniera che il livello medio sia omogeneo.

All’interno di ogni formazione è inoltre prevista la presenza di un tutor capace di organizzare e accompagnare le azioni dei compagni di squadra. Presentato già in passato in alcune occasioni, il football integrato sarà protagonista del progetto realizzato dallo CSEN e denominato “Carovana dello Sport Integrato”. In ognuna delle venti tappe del viaggio (una in ogni regione d’Italia) in programma in primavera si svolgerà una domostrazione di questa giovane disciplina, capace di andare oltre la disabilità e permettere a tutti di praticare e divertirsi – insieme – grazie allo sport.

Luca Bianco

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