Thai Boxe: Christian, Filippo e Michele, la strada verso il ring

Muay Thai News

Pubblicato il: 29/01/2019



Christian Zahe, Filippo Solheid e Michele Mastromatteo. Tre ragazzi torinesi, tre campioni di muay thai che sabato sera hanno infiammato il PalaRuffini e il ring di Thai Boxe Mania con le loro vittorie. Christian Zahe e Filippo Solheid hanno vinto ai punti, rispettivamente contro Christian Marzullo e Claudio Ivaldi; Michele Mastromatteo ha sconfitto per KO lo spagnolo Tony Rubio. Per tutti e tre Thai Boxe Mania ha un significato particolare. È la competizione “di casa”, organizzata dalla società nella quale si allenano – la Thai Boxe Torino – e dal loro maestro Carlo Barbuto. Al PalaRuffini combattono ormai da molti anni ed è proprio assistendo a una delle passate edizioni che Michele ha deciso di intraprendere questa disciplina.

Sabato sera hanno regalato spettacolo al pari dei campioni thailandesi; atleti cui si ispirano e di cui hanno sperimentato metodi di allenamento e abitudini di vita quotidiana, trascorrendo alcuni periodi della loro vita proprio in Thailandia, per vivere la muay thai a trecentosessanta gradi nella terra in cui questa è nata ed è sport nazionale. È grazie alla loro passione e dedizione se nel corso della loro carriera hanno ottenuto vittorie di grande prestigio e – in generale – se sono diventati atleti “veri” nella loro disciplina.

Il combattimento non si può improvvisare. È frutto di settimane, mesi, persino anni di preparazione; una preparazione quotidiana a livello fisico e tecnico, da affinare in avvicinamento al match e da svolgere con una costante attenzione al peso e di conseguenza alla dieta. A differenza della maggior parte degli sport, però, la muay thai non ha un calendario gare noto a inizio stagione e spesso gli incontri vengono fissati “all’improvviso”. “Dobbiamo farci trovare pronti in ogni momento” spiegano Christian, Filippo e Michele, “per questo nel corso della stagione dobbiamo mantenere costantemente un buon livello di forma, da incrementare e finalizzare in base alla data del combattimento”.

Ogni atleta di muay thai svolge naturalmente la propria preparazione, pur seguendo linee abbastanza comuni per tutti. L’allenamento generale prevede corsa di durata, esercizi a corpo libero per sviluppare forza e resistenza, sacco, sparring e pao. “In quest’ultimi si cerca di imparare nuovi colpi o di perfezionare quelli già acquisiti per renderli sempre più efficaci” proseguono i tre ragazzi della Thai Boxe Torino, “qui entra in gioco il maestro e nel nostro caso è stato determinante per farci crescere a livello tecnico”.

Nelle settimane prima dell’incontro l’allenamento si differenzia maggiormente tra i vari atleti, che ricercano una sempre maggior velocità e brillantezza diminuendo i carichi. La fatica fisica della preparazione allena anche la concentrazione, che per un atleta di muay thai è ovviamente indispensabile. “Sul ring è come giocare una partita a scacchi” ricorda spesso Christian Zahe, “bisogna ragionare per studiare l’avversario e capire come colpirlo. A differenza degli scacchi c’è però pochissimo tempo per eseguire la propria mossa”.

Durante il match cresce l’adrenalina, capace di regalare le particolari sensazioni che i campioni cercano in continuazione, che li ripagano dei sacrifici e che li spingono a continuare ad allenarsi.

Luca Bianco

Foto di Tonello Abozzi

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