Para Ice Hockey: al Torneo Internazionale di Torino c’è l’Italia del futuro

Ice Sledge Hockey News

Pubblicato il: 15/01/2019



Dodici mesi fa al Torneo Internazionale di Torino l’Italia del para ice hockey preparava le Paralimpiadi. Dal 21 al 26 gennaio prossimi scenderà in pista al PalaTazzoli in vista dei Mondiali di aprile e, in generale, per lavorare al proprio futuro. Della squadra giunta quarta agli ultimi Giochi la maggior parte dei giocatori è rimasta, ma la stagione degli azzurri è iniziata con qualche novità. Diversi “volti nuovi” hanno preso parte ai collegiali dei mesi scorsi e alcuni sono stati convocati anche per l’imminente torneo sabaudo; debutteranno in una competizione internazionale e inizieranno ad acquisire un po’ di esperienza, grazie al confronto con avversarie di livello.

A Torino l’Italia inizierà lunedì 21 contro la Corea del Sud, martedì affronterà la Norvegia e mercoledì la Slovacchia, nazionale del gruppo B mondiale alla prima partecipazione sotto la Mole. Venerdì, dopo il giovedì di riposo, si disputeranno le semifinali, con accoppiamenti decisi dalla classifica della prima fase. Sabato la rassegna si chiuderà con le finali per stabilire tutte le posizioni. Gli azzurri giocheranno sempre al mattino a partire dalle 10, per dare la possibilità alle numerose scolaresche della provincia di assistere ai match. L’ingresso al palazzetto sarà libero e gratuito per l’intera durata della manifestazione e tutte le sfide saranno trasmesse da Rai Sport.

Sarà l’ottava edizione del Torneo Internazionale di para ice hockey di Torino, la prima senza Andrea “Ciaz” Chiarotti, giocatore del team Sportdipiù Tori Seduti e storico capitano della nazionale, pioniere della disciplina in Italia nei primi anni duemila e tra i più attivi promotori negli anni successivi, fino alla sua prematura scomparsa nel giugno scorso. Lo hanno ricordato ieri durante la conferenza stampa Tiziana Nasi, presidente della FISIP, e Fabrizio Benintendi, presidente di Sportdipiù, l’associazione che da sempre organizza la manifestazione.

“Non fu semplice avviare l’attività di para ice hockey e Ciaz fu naturalmente decisivo” ha spiegato Tiziana Nasi, che ha aggiunto un paio di aneddoti riguardanti la nascita del movimento: “ricordo che un atleta inglese venne a insegnarci i rudimenti del gioco, mentre un signore norvegese si fece spedire quella che diventò la nostra prima slitta, che poi riproducemmo in nuovi esemplari per iniziare a giocare”.

“Ciaz era un trascinatore, capace di farsi amare nelle cose semplici” ha sottolineato Fabrizio Benintendi, “era un agonista ma la sua principale ‘missione’ era reclutare nuovi atleti, in particolare giovani. Lo stesso obiettivo di Sportdipiù, che vuole coinvolgere i ragazzi e permettere loro di praticare diverse discipline sportive. La disabilità non è un limite e i grandi atleti della nazionale di para ice hockey ne sono una dimostrazione”.

Della nazionale ha invece parlato Mirko Bianchi, assistent coach di Massimo Da Rin sulla panchina azzurra e tecnico del team Sportdipiù Tori Seduti. “Il nostro obiettivo è dare continuità al gruppo, a livello di numeri e di qualità tecnica” ha spiegato, “per questo motivo ai collegiali delle scorse settimane abbiamo convocato tanti ragazzi per permettere loro di crescere grazie al confronto con gli atleti piùà esperti. A livello di club, invece, nello scorso week end le tre realtà italiane Tori Seduti, Armata Brancaleone Varese e South Tyrol Eagles si sono trovate a Egna per disputare due partite a ‘squadre miste’. I giocatori sono scesi in pista con compagni diversi dal solito e la creazione di due formazioni ampie ha dato vita a partite equilibrate e ha permesso cambi e rotazioni come nell’hockey internazionale. È stato per tutti un ottimo allenamento”.

Tra le novità dell’Italia che scenderà in campo la prossima settimana c’è il piemontese Gabriele Lanza, giocatore dei Tori Seduti già impegnato nei recenti raduni ma all’esordio in un torneo con la maglia azzurra. Gli altri torinesi convocati sono il portiere Gabriele Araudo e i difensori Eusebiu Antochi e Andrea Macrì, tutti e tre giocatori ormai storici della nazionale.

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