Basket: il 2018 dell’Akronos Moncalieri visto dalle ragazze

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Pubblicato il: 29/12/2018



«In spogliatoio ci guardavamo in silenzio, incredule, tristi, arrabbiate, alcune rassegnate, costrette a sentire le grida di esultanza provenienti dallo spogliatoio accanto». «La settimana dopo eravamo a ‘casa nostra’; altra palestra, altri colori, altra atmosfera. Potevamo solo vincere, per giunta con almeno venti punti di scarto. Ma tutte credevamo nella promozione. ‘Mollare’ è una parola che non conosco e cercavo di farla dimenticare a tutte le mie compagne che anche solo per un attimo l’avevano pensata. Siamo partite forte; determinazione e grinta avevano preso il posto delle lacrime della settimana prima». «Per molte è stata la prima promozione, per me l’ennesima ma con un sapore particolare, perché ero la più ‘vecchia’ di un gruppo che ha fatto della spensieratezza e dell’agonismo le proprie armi vincenti». Le parole di Dalila Domizi sono il manifesto dell’Akronos Moncalieri; di ciò che la squadra è stata nei mesi scorsi e di ciò che è tuttora.

Il 2018 delle lunette ruota inevitabilmente intorno alle due gare della finale; persa male la prima, vinta in maniera splendida la seconda, domenica 27 maggio. «Anche prima del match sentivo una carica pazzesca, ma ero concentrata sull’obiettivo – racconta Claire Giacomelli – addirittura mia mamma sentiva la partita più di me, tanto che parlandomi al telefono si tranquillizzò. Poi al PalaEinaudi è stato tutto un susseguirsi e un’esplosione di emozioni». Culminate all’ultima sirena, «tra abbracci e lacrime, ben diverse da quelle di delusione della partita di andata – come ricordato da Lydie Katshitshi; «tra i festeggiamenti con i tifosi, prima al palazzetto e poi proseguiti poi per le strade di Moncalieri e Torino, cantando e sventolando bandiere gialloblu – aggiunge il capitano Sara Hernandez.

La promozione – quasi inaspettata vista la situazione dopo il match di andata – è uno dei ricordi più limpidi anche per Samira Berrad, Anastasia Conte, Camilla Bosco e Alessandra Isoardi, quest’ultime due né in campo né in panchina nell’ultima sfida ma ugualmente accanto alle compagne. «Il coronamento di un anno di lavoro – aggiunge Anastasia, mentre per Alessandra «abbiamo dimostrato che nulla è impossibile se dai tutto e se hai una squadra fantastica come la nostra».

Tutte e quattro hanno giocato anche le finali nazionali under 18 a Battipaglia, il modo migliore per terminare una stagione (nel campionato giovanile) in cui «abbiamo dimostrato di essere una squadra unita e piena di risorse, capace di giocare con serenità e entusiasmo – affermano – siamo un gruppo meraviglioso, una famiglia. Il percorso fino alle finali è stato bellissimo; abbiamo vissuto esperienze indimenticabili, giocando, ridendo e piangendo tutte insieme».

Elena Poletti e Giulia Diotti hanno giocato un po’ meno delle compagne a causa di infortuni, ma al rientro in campo hanno ritrovato immediatamente le sensazioni positive, calandosi prontamente e senza esitazioni nella nuova dimensione dell’A2. Il primo campionato in Italia per Stefanie Grigoleit, «orgogliosa di giocare con queste compagne in una società come la Libertas Moncalieri»; la prima esperienza lontana da casa per Sara Giangrasso, «resa ancor più stimolante da una squadra semplicemente fantastica»; la prima stagione a Moncalieri per Arianna Landi, che nelle vittorie contro Udine e Alpo ha visto la miglior Akronos, oggi più consapevole dei propri mezzi anche grazie a quei successi; successi che hanno permesso alle lunette anche di “conquistare” il pubblico, come affermato dal capitano Sara Hernandez.

L’A2 è una novità per quasi tutte le ragazze allenate da Paolo Terzolo, che nella prima parte di stagione ha ottenuto dieci vittorie e tre sole sconfitte, sistemandosi al quinto posto a pari punti con Castelnuovo e a due sole lunghezze dal terzetto di testa composto da Crema, Alpo e Costa Masnaga. A due giornate dal termine del girone di andata le gialloblu sono quindi in corsa per la Coppa Italia, cui si qualificano le prime quattro, e possono guardare con grande fiducia anche ai playoff, cui accederanno le prime otto della regular season.

Da poche settimane l’Akronos ha inoltre riabbracciato Claire Giacomelli, tenuta lontano dal campo da un infortunio al ginocchio patito durante la preseason. «Un brutto ricordo – commenta Claire – da questo stop ho però capito quanta forza ho dentro di me e quanto questa squadra sia speciale. Penso sia soprattutto grazie alle compagne e allo staff, alla loro fiducia in me, se sono tornata presto a giocare». Un’Akronos lanciata verso un 2019 in cui raccogliere nuove emozioni al di là delle vittorie, «perché ogni momento trascorso con questa squadra – conclude Ilenia Cordola – è un ricordo sereno e bello».

Luca Bianco

Il 2018 dell’Akronos Moncalieri visto dal presidente Alessandro Cerrato a questo link

Foto di Sergio Verderosa

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