Maura Viceconte, emozioni e racconti di una campionessa

Atletica News

Pubblicato il: 13/11/2018



Una mamma, una donna sorridente, piena di energia e “sempre di corsa”. Ieri una campionessa, oggi come ieri una primatista italiana e soprattutto un’atleta, anche a cinquant’anni. Già, perché chi è stato un grande atleta in gioventù lo rimane per sempre. Non è una questione di risultati o di prestazioni cronometriche, è un modo di pensare e di affrontare la vita. Lo stesso che contraddistingue Maura Viceconte, fondista e maratoneta di livello internazionale negli anni novanta e nei primi anni duemila, oggi podista per passione, protagonista di una storia che merita di essere ascoltata e dalla quale si può imparare tantissimo. Ha deciso di raccontarla con un docufilm intitolato “La vita è una maratona – la corsa il mio modo di vivere”, realizzato insieme all’amico regista Luigi Cantore, compaesano e come lei valsusino, e in collaborazione con Remigio Picco, esperto e storico di atletica. Il docufilm propone la carriera sportiva e il percorso umano di Maura Viceconte attraverso le testimonianze di tante persone che l’hanno accompagnata nel suo “viaggio” – amici, avversari, allenatori – ritratte con immagini attuali e d’epoca.

È un tuffo nel passato, un puzzle che unisce pezzi di storia dell’atletica italiana, un concentrato di emozioni pronte a tornare alla memoria grazie alle voci dei protagonisti e al ricordo delle loro imprese. «È un modo per ringraziare chi mi ha sostenuto in quegli anni bellissimi – aggiunge Maura, bronzo europeo di maratona nel 1998, azzurra alle Olimpiadi di Atlanta 1996 e Sydney 2000 nella stessa distanza, tuttora detentrice del record italiano dei diecimila metri in pista. «Mi piacerebbe inoltre che la mia storia fosse uno stimolo per i giovani che si impegnano in uno sport, ma anche semplicemente nella vita di tutti i giorni – afferma – i miei genitori e la mia giovinezza mi hanno insegnato a guadagnarmi ogni risultato con il lavoro e tutto questo l’ho ritrovato nell’attività agonistica».

Maura non è mai stata una professionista dell’atletica, né tesserata per gruppi sportivi militari. Per anni si è allenata di sera, al termine dell’intera giornata di lavoro, oppure al mattino, prima di entrare in ufficio; alla Savio, azienda nella quale è tuttora impiegata e verso cui prova una sincera gratitudine, per averle dato la possibilità di preparare le competizioni nel periodo di massimo impegno sportivo. «La corsa è una sfida contro sé stessi e contro la fatica – prosegue – una sfida da affrontare da soli, pur con altre persone ad aiutarti e spingerti verso il traguardo. La vita è come una maratona, una gara con una partenza e un arrivo e un lungo percorso pieno di variabili e ostacoli, spesso indipendenti dalla nostra volontà. Bisogna correrla (o viverla) al massimo, concentrati sull’obiettivo».

Dall’atletica Maura ha acquisito forza e tenacia, qualità che anche dopo il termine della carriera agonistica le hanno permesso di superare alcuni momenti difficili a livello personale. Quanto al presente, «la corsa mi fa stare bene e mi fa sentire viva, mi rende attiva e dinamica – aggiunge – per un certo periodo avevo smesso, poi ho ripreso di slancio ritrovando nuove motivazioni durante le riprese del film». Il progetto è iniziato un paio di anni fa, quando Maura ha iniziato a cercare ex compagni di allenamento e avversari; di alcuni aveva perso i contatti, ma è riuscita a rintracciarli tramite i social. Poi ha intrapreso un “giro d’Italia” in treno e in automobile insieme all’amico regista, per raggiungere e intervistare tutti.

«Ho viaggiato nei ricordi e nelle emozioni provate grazie ai risultati più belli – spiega – ma oltre a ripercorrere il mio passato ho scoperto un nuovo lato umano di tante persone che non avevo mai conosciuto fino in fondo». Emblematico, a questo proposito, l’incontro con Franca Fiacconi, altra campionessa dell’atletica italiana a cavallo tra anni novanta e duemila e sua avversaria storica, quarta nella 42,195 km europea di Budapest nella quale la Viceconte vinse il bronzo e prima alla maratona di New York dello stesso anno.

«Non eravamo amiche ma ritrovarci dopo tanti anni e senza più alcuna rivalità ci ha permesso di diventarlo – assicura Maura – ci siamo raccontate tante cose mai dette (nel docufilm sono presenti aneddoti riguardanti molti personaggi ndr) e anzi abbiamo provato gratitudine l’una nei confronti dell’altra, perché la sfida tra noi ci ha aiutato a diventare atlete più forti. In fondo nella corsa l’obiettivo più importante è migliorare sé stessi, superare i propri limiti; è questa la vera medaglia, la soddisfazione più grande, accessibile anche a chi non diventa un campione. È questa la magia della corsa».

“La vita è una maratona” sarà proiettato per la prima volta venerdì 30 novembre alle 21 a Villardora, nella sala polivalente del centro sociale comunale. Alla serata interverranno tanti atleti che hanno condiviso alcuni momenti della loro carriera con Maura Viceconte e altrettante persone che con lei hanno condiviso una parte della vita. Tutti sono presenti nel film, con il loro contributo di ricordi e di emozioni.

Atleta e regista, un viaggio partito dalla val Susa
Maura Viceconte è nata a Susa il 3 ottobre del 1967. Specializzata nelle lunghe distanze in pista e su strada, è tuttora la primatista italiana dei diecimila metri, con il record di 31’05’’57. Nel 2000 stabilì a Vienna anche il primato nazionale della maratona (2h23’47’’), migliorato di tre secondi nel 2012 da Valeria Straneo. Sui 42,195 km Maura Viceconte ha vestito la maglia azzurra alle Olimpiadi di Atlanta 1996 e Sydney 2000, piazzandosi dodicesima in quest’ultima. Ha ottenuto il suo primo successo ai campionati italiani di specialità del 1994, trionfando poi a Venezia nel 1995, a Monaco nel 1997 e a Carpi nel 1998; nello stesso anno ai Campionati Europei di Budapest ha conquistato la medaglia di bronzo individuale e l’argento a squadre. Nelle stagioni successive ha vinto maratone anche a Roma, Vienna, Praga e Napoli, chiudendo al secondo posto quelle di Los Angeles e di Torino, quest’ultima nel 2003. Ha chiuso la carriera agonistica nel 2004, continuando però a correre per passione.

Luigi Cantore è nato a Chiusa di San Michele nel 1955. Da trent’anni è regista e produttore di film e documentari, che trattano principalmente argomenti ambientali e umanitari. Ha girato oltre cinquanta documentari e corti in vari paesi africani, ad Haiti e in Italia. È responsabile del centro documentazione video e fotografico dei Vigili del Fuoco, per il quale realizza news e documentari in Italia e nel mondo, ed è vicepresidente del Valsusa Filmfest.

Luca Bianco

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