Bocce: due giovani piemontesi sul tetto del mondo

Bocce News

Pubblicato il: 10/11/2018



Le bocce sono tensione, concentrazione, strategia, stile, in molti casi anche gioco di squadra. Lo sanno bene Emanuele Soggetti e Gabriele Graziano, giovani giocatori piemontesi, entrambi studenti all’ultimo anno delle superiori, classe 2000 e campioni del mondo under 18 nella specialità coppie. Hanno conquistato il titolo negli ultimi giorni di ottobre a Jiaxing, in Cina, al termine di un torneo semplicemente perfetto. Emanuele ha giocato come puntatore, Gabriele come bocciatore; il primo per avvicinarsi il più possibile al boccino, il secondo per liberare il campo dalle bocce avversarie. «È un gioco di squadra perché prima di ogni tiro ci si confronta per decidere la strategia – sottolineano – questa consiste per esempio nel decidere se bocciare o andare a punto, anche in base alle giocate degli avversari». Pur essendo una coppia formata da poco, esordiente in una gara di altissimo livello, i due azzurrini hanno trovato in pochissimo tempo l’intesa vincente.

Del resto si conoscevano già da molto tempo e spesso si erano incontrati sul campo da avversari. «Ha quasi sempre vinto Emanuele – afferma con una battuta Gabriele, che però ai Campionati Italiani di categoria di quest’anno è riuscito ad aggiudicarsi il confronto diretto con l’amico, volando così in finale e poi verso il titolo tricolore. Un risultato che ai recenti Mondiali Giovanili gli ha permesso di gareggiare anche nella prova individuale, tornando dalla lunga trasferta cinese con un’altra bellissima medaglia, d’argento. «L’individuale è un gioco diverso rispetto alla coppia – spiega Gabriele – non c’è l’aiuto del compagno, non c’è il dialogo che ogni tanto serve per alleggerire la tensione. Non c’è divisione dei ruoli, bisogna tirare a punto e bocciare e, a livello mentale, mantenere la concentrazione e la tranquillità».

Gabriele è di Mongrando, paese in provincia di Biella nel quale ha iniziato a giocare da bambino sui campi presenti a casa dei nonni. Il suo sport era però il nuoto e le bocce non lo divertivano più di tanto; ma non le abbandonò mai del tutto, migliorando tecnicamente e iniziando a dedicarsi al gioco tradizionale al CRC Gaglianico, società per cui è tesserato e con cui oggi milita in serie A. Nelle ultime tre stagioni ha vinto il torneo Junior della prestigiosa Targa d’Oro di Alassio e agli ultimi Campionati Italiani, oltre al titolo individuale, ha conquistato anche quello di combinata.

Emanuele è invece originario di Pinasca, comune della val Chisone e della provincia di Torino dove le bocce sono una tradizione radicata. Non lontano da casa sua sorge La Perosina, società che milita in serie A, nella quale Emanuele è cresciuto attraverso i campionati giovanili e per la quale è tuttora tesserato, pur giocando l’A2 in prestito a Rosta. Aveva appena sei anni quando scoprì questo sport – già praticato dal fratello – e lo intraprese immediatamente scoprendo un vivo interesse e un grande talento. «Ho sempre cercato una disciplina un po’ ‘diversa’ – assicura Emanuele, che nelle montagne della zona va spesso a sciare e in moto, seguendo una passione trasmessagli dal papà.

Da un mese circa ha cominciato ad allenarsi anche con una squadra di atletica, per il semplice piacere di correre ma soprattutto cercando un’attività fisica propedeutica alle specialità delle bocce che prevedono la corsa. «I titi veloci richiedono anche una buona preparazione fisica – spiega – la loro dinamicità, inoltre, li rende molto divertenti e questo è un elemento che può attirare tanti giovani». Emanuele si allena tutti i giorni ormai da tanti anni, alternando lavoro atletico e tecnico.

Fin da ragazzino si è dimostrato un giocatore polivalente e capace di vincere in tutte le specialità; nella sua bacheca splendono ben dodici titoli italiani e nella categoria under 18 ha raccolto tutti quelli che poteva vincere. Veste la maglia della nazionale da almeno cinque stagioni e qualche giorno fa ha conquistato la sua medaglia più bella. Insieme a Gabriele si sta preparando per il passaggio nella categoria under 21, nella quale continuare una carriera ricca di successi e soddisfazioni.

Una lunga trasferta mondiale chiusa con il titolo
Una medaglia d’oro. La prima in un Mondiale per Emanuele Soggetti e Gabriele Graziano, campioni iridati under 18 della specialità coppie. Sapevano di essere competitivi per il podio ma la vittoria era un sogno speciale per entrambi, per la prima volta insieme in un evento di questa importanza. A luglio avevano già partecipato a un torneo internazionale in Francia (chiudendo al primo posto), poi si erano ritrovati in qualche occasione per arrivare pronti all’appuntamento clou della stagione, disputato nella città cinese di Jiaxing nell’ultima settimana di ottobre. Emanuele aveva già disputato un Mondiale giovanile nel 2017 e nel febbraio scorso aveva vinto l’argento agli Europei, sempre nella specialità coppie anche se con un altro compagno di squadra. Per Gabriele si trattava invece dell’esordio assoluto in una manifestazione iridata, nonché della seconda esperienza con la maglia azzurra dopo il torneo francese dell’estate.

I due azzurrini sono scesi in pista con poca agitazione e grande determinazione; hanno superato il girone al primo posto grazie ai successi contro Hong Kong e Serbia e si sono aggiudicati anche i quarti di finale contro il Montenegro. Hanno incontrato il primo vero ostacolo in semifinale, conquistando però la finalissima grazie a una mano di spareggio contro la Tunisia. E nella sfida per l’oro hanno piegato di misura (7-6) i croati Gaspar e Matjiasic, festeggiando la vittoria con un grande abbraccio con tutto lo staff azzurro. Gabriele ha conquistato anche un prezioso argento individuale, fermato soltanto in finale dal croato Saba.

Con le medaglia al collo, negli ultimi giorni della trasferta finora più lunga e bella della loro carriera sportiva, Emanuele e Gabriele sono riusciti anche a visitare la città e scoprire un mondo completamente diverso da quello occidentale. Ricorderanno i grattacieli, i velocissimi ascensori utilizzati per raggiungere la loro sommità e il panorama di città sconfinate; il bel clima di amicizia presente all’interno della nazionale e naturalmente, una fantastica vittoria.

Luca Bianco

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