Apnea: un volo sott’acqua lungo quanto un respiro

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Pubblicato il: 16/10/2018



Quasi 250 metri – cinque vasche di una piscina olimpica – avanzando sott’acqua con due pinne e senza mai respirare. Quando nel 2017 Andrea Vitturini ha stabilito il record del mondo nella specialità dinamica con pinne è rimasto in apnea per circa quattro minuti e venti secondi. Un tempo lunghissimo, di silenzio e di concentrazione; di lotta contro sé stessi, contro la tentazione di spingersi dal fondo della vasca e riemergere per una boccata d’aria. D’altronde l’apnea ha insegnato proprio questo ad Andrea: ad “andare oltre”, consolidando quanto già raggiunto e percorrendo ogni volta un metro o un secondo in più. Andrea Vitturini ha cinquant’anni e oltre che atleta è anche maestro. Una delle sue allieve più brillanti è Cristina Rodda, di qualche anno più giovane, che come il suo allenatore è tesserata per la società torinese SottoSotto e veste la maglia azzurra da diverse stagioni, vantando medaglie a livello nazionale e internazionale. Entrambi hanno intrapreso “tardi” l’apnea, scoprendo una disciplina tanto affascinante quanto diversa da quelle praticate fino ad allora. Cristina aveva giocato molti anni a tennis e soprattutto a pallavolo, arrivando fino alla serie B1; Andrea si era cimentato negli stessi sport e anche nel rugby. Entrambi condividendo lo stesso spirito agonistico, ciò che spinge all’impegno e al sacrificio, a non accontentarsi mai. Poi Cristina iniziò ad andare in piscina con Silvio Mercadante, suo attuale compagno con il quale nel 2009 ha fondato la SottoSotto.

«Ci è voluto un po’ di tempo per prendere confidenza con questo sport – racconta – ma la passione è cresciuta pian piano e dopo un lungo periodo di formazione ho partecipato alle prime gare. Da ragazza avrei dato qualunque cosa per entrare in nazionale; non ce l’ho fatta con la pallavolo ma riuscirci grazie all’apnea è stato ugualmente fantastico». «Mi incuriosì subito la monopinna e così intrapresi questa nuova ‘avventura’ – ricorda Andrea – posso dire di essere stato fortunato, per aver incontrato persone capaci di insegnarmi tanto e di darmi i suggerimenti giusti al momento giusto».

Quando una quindicina di anni fa Andrea entrò per la prima volta in piscina l’apnea era uno sport agli albori. Ha conservato e sperimentato tutti i consigli ricevuti e la sua evoluzione di atleta è coincisa con lo sviluppo di un metodo di allenamento, condiviso con Cristina e Silvio e ribattezzato freediving excellence. «L’idea di base è quella di prepararsi per ottenere prestazioni di alto livello, in maniera graduale e senza mai portare il corpo al limite delle proprie possibilità – spiegano – l’apnea è uno sport in cui la componente mentale è più importante di quella fisica; è una disciplina nella quale è fondamentale ‘ascoltare’ il proprio corpo per minimizzare ogni dispendio di energia. Un po’ come con un’auto che deve percorrere tanta strada con poca benzina».

La programmazione di Cristina e Andrea prevede nuoto o preparazione atletica a secco e naturalmente allenamento specifico, sempre svolto nel tempo libero, con serietà e passione. In piscina praticano apnea statica e dinamica, a sua volta divisa nelle specialità libera e con attrezzi (pinne o monopinna). In ogni ambito hanno ottenuto risultati importanti a Campionati Italiani, Europei e Mondiali; «ma indipendentemente da questi ho imparato a credere maggiormente in me stessa – aggiunge Cristina – trattenere a lungo il respiro è una sfida che si affronta da soli e dalla quale si esce rafforzati».

A proposito di sfide, qualche anno fa Andrea intuì la possibilità di proporre l’apnea a un gruppo di ragazzi con disabilità intellettivo-relazionale che praticavano nuoto, avviando un progetto sostanzialmente unico in collaborazione con i tecnici Marco Giachino e Marco Fiori. «La nostra disciplina è un bellissimo esempio di inclusione – conclude Andrea Vitturini, responsabile nazionale Atleti Special – è praticabile indifferentemente dagli atleti disabili e dai normodotati, che non a caso gareggiano tutti insieme nelle competizioni nazionali (ognuno nella propria categoria). L’apnea accresce l’autostima dei ragazzi con disabilità, è un’esperienza fantastica per loro e per noi tecnici. È un volo sott’acqua, che si estende per tutta la lunghezza di un respiro».

Andrea e Cristina, campioni in uno sport senza età
Tra le tante medaglie conquistate da Andrea Vitturini e Cristina Rodda ce ne sono alcune che ancora oggi evocano ricordi particolari. Nel 2016 ai Mondiali di Lignano Sabbiadoro Andrea vinse l’oro nella specialità dinamica con pinne stabilendo il record del mondo e l’anno successivo firmò la stessa impresa agli Europei di Cagliari. Agli Europei outdoor di Kas (Turchia) del 2017 Cristina giunse invece seconda nella specialità jump blue, percorrendo soltanto sessanta centimetri in meno rispetto alla vincitrice. Entrambi si erano presentati a quelle manifestazioni dopo un periodo non semplice, a livello sportivo – per alcune gare precedenti andate così così – e a livello fisico. «L’apnea premia la ‘resilienza’, ossia la capacità di reagire positivamente alle difficoltà – assicurano – è uno sport che insegna ad andare oltre i propri limiti, nel quale l’aspetto mentale conta più di quello tecnico e atletico». Anche per questo capita frequentemente di vedere grandi campioni non più giovanissimi, caratteristica che accomuna Andrea e Cristina, classe 1968 e 1972 rispettivamente.

Entrambi si sono aggiudicati un gran numero di medaglie ai Campionati Italiani e sono saliti in varie occasioni su podi internazionali. Tra gare in piscina e all’aperto Cristina ha vinto due argenti e due bronzi mondiali. Nel corso della sua carriera Andrea ha invece conquistato un titolo iridato e due europei, ha stabilito due primati mondiali (recentemente superati) e raccolto diverse altre medaglie. Agli Assoluti del 2014 si è imposto nelle discipline dinamica con monopinna, dinamica senza pinne (a rana) e apnea statica, completando una tripletta mai riuscita a nessuno prima di lui. Detiene inoltre vari record nazionali. I due, tesserati per la società SottoSotto, hanno vinto anche il titolo tricolore a squadre nel 2017. La società, nata nel 2009, conta oggi una sessantina di atleti ed è cresciuta di pari passo con il movimento nazionale dell’apnea, che vede attualmente circa duecento partecipanti in ogni edizione dei Campionati Italiani.

Luca Bianco

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