Tiro con l’arco: Giuseppe Seimandi, campione silenzioso

News Tiro con l'Arco

Pubblicato il: 05/10/2018



«Credo nel rumore di chi sa tacere» si legge nel testo di “Almeno Credo”, canzone scritta a fine anni ’90 da Luciano Ligabue; una frase che descrive molto bene Giuseppe Seimandi, come atleta e come persona. Torinese classe 1987, Giuseppe è un arciere e un campione, umile e silenzioso ma straordinariamente vincente. Con l’arco nudo ha conquistato titoli mondiali ed europei e a livello nazionale ha raccolto più di cinquanta medaglie d’oro e altrettante d’argento e di bronzo, individuali e di squadra. In altre parole ha vinto tutto, iniziando a cogliere successi da ragazzo e continuando senza interruzioni fino a oggi. Sempre con dedizione, con la cura dei dettagli che contraddistingue una disciplina come il tiro con l’arco e con la passione che in quasi vent’anni di carriera l’ha sempre accompagnato.

A inizio stagione, alla ricerca di stimoli diversi e di nuove soddisfazioni, Giuseppe ha deciso di abbandonare temporaneamente l’arco nudo per dedicarsi al compound; in altre parole ha lasciato ciò in cui è sostanzialmente il numero uno per lanciarsi in una nuova avventura agonistica. Forse, in riferimento alla propria disciplina sportiva e sempre leggendo tra i versi della canzone di Ligabue, un giorno si è detto «credo proprio che non sia già tutto qui»; e ha avuto ragione, perché anche con il compound è subito salito su podi nazionali e internazionali, confermandosi competitivo anche nella nuova divisione.

Nello scorso fine settimana ha partecipato ai Campionati Italiani Targa. Il forte vento che ha accompagnato le finali sul soleggiato lungomare di Trani, di fronte alla cattedrale della cittadina pugliese, non gli ha impedito di portare a casa una medaglia di bronzo individuale, una a squadre e l’oro del mixed team insieme a Irene Franchini, sua compagna di vittorie in tantissime occasioni, anche con la maglia azzurra. Qualche giorno prima a Goteborg si era laureato campione europeo nella specialità 3D, in una manifestazione nella quale ha centrato il podio in tutte le edizioni cui ha partecipato. A inizio settembre era salito sul terzo gradino del podio a squadre ai Mondiali campagna di Cortina e durante l’estate si era aggiudicato un altro bronzo (con l’oro a squadre) ai Campionati Italiani 3D.

«Sono soddisfatto per i risultati ottenuti quest’anno, il primo nel quale mi sono concentrato esclusivamente sulla divisione compound – afferma – avevo già gareggiato in passato con questo tipo di arco ma quasi mai nelle più importanti competizioni nazionali e internazionali; mi sono sentito a mio agio, anche se per raggiungere i migliori al mondo la strada è ancora lunga. Naturalmente rispetto al passato non ho dovuto modificare la tecnica generale, ma ho trovato differenze nei dettagli, decisivi nel nostro sport ad alto livello».

«Ho cambiato perché volevo sperimentare qualcosa di nuovo e mettermi alla prova in un mondo in cui non avevo ancora vinto praticamente nulla – continua Giuseppe – per me il tiro con l’arco è una passione che va oltre i titoli e le medaglie, è uno sport che desidero esplorare per imparare a conoscere ogni sfumatura. Non mi piace l’idea di specializzarmi in un singolo aspetto, vorrei esprimermi al meglio in più specialità, esattamente come un giocatore di tennis capace di vincere sulla terra, sull’erba e sul cemento».

La poliedricità è sempre stata una caratteristica particolare di Giuseppe Seimandi, competitivo nelle gare targa indoor e all’aperto, nel tiro di campagna e nel 3D. Tirò le prime frecce nell’estate del 2000, in un villaggio turistico durante una vacanza in Sardegna, e quando tornò a Torino cercò immediatamente una società presso cui seguire un corso base e iniziare ad allenarsi. Trovò gli Arcieri delle Alpi, tra le realtà più titolate a livello nazionale, che tuttora rappresenta pur essendo tesserato anche per le Fiamme Azzurre. Con l’arco nudo, come detto, ha vinto tutto, tra Campionati Italiani, Europei e Mondiali, nelle specialità campagna e 3D. Nella sua bacheca splendono inoltre le due medaglie d’oro conquistate ai World Games, in due edizioni consecutive nel 2009 e nel 2013; medaglie che valgono un’Olimpiade.

«Anche se mi alleno da tante stagioni e anche se mi sono già tolto parecchie soddisfazioni la voglia di continuare è sempre la stessa – assicura – il tiro con l’arco riesce a darmi sempre nuovi stimoli; visto dall’esterno può sembrare uno sport ‘tutto uguale’ ma nel praticarlo trovo sempre qualche novità». Nel 2012 Giuseppe Seimandi è entrato nel gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre e la sua grande passione è diventata anche un lavoro. Come arciere è ancora molto giovane – ha 31 anni – e di fronte a sé vede numerose sfide e traguardi da raggiungere, a livello di risultati ma soprattutto di conoscenza della disciplina arcieristica. Continuerà ad allenarsi come un campione silenzioso, di tanto in tanto al centro dell’attenzione soltanto grazie al rumore delle sue vittorie.

Luca Bianco

Foto di Ferruccio Berti

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