Andrea De Beni, lo sport è vita

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Pubblicato il: 23/05/2018



“Non facciamo sport per essere migliori degli altri, ma per essere la migliore versione possibile di noi stessi”. È il modo di pensare di Andrea De Beni, 38 anni, marito e papà di due bambine, giocatore di basket, pilota di quad e atleta di crossfit, affetto da un problema congenito alla gamba destra brillantemente superato con una protesi ma soprattutto con ottimismo, entusiasmo e ironia. Andrea pratica sport da 25 anni. Ne aveva 13 quando un professore gli propose la pallacanestro; e lui iniziò a giocare, imparando ad accettare la proprio disabilità fino a dimenticarla. Con la palla a spicchi ha chiuso poco più di un anno fa a causa di un infortunio al ginocchio e questo gli ha spalancato la porta di un nuovo mondo sportivo: il crossfit.

A fine aprile è diventato il primo atleta disabile di sempre a partecipare a una competizione di crossfit perfettamente alla pari con i normodotati. Stessi esercizi, stesse abilità richieste agli altri mille partecipanti. Quando il palazzetto di Busto Arsizio si è accorto che ad Andrea manca una gamba si è trasformato in una bolgia; e lui ha risposto agli applausi sollevando un bilanciere da 100 kili, ovviamente su una gamba sola.

La notizia della sua impresa ha varcato i confini nazionali e da varie parti del mondo sono arrivati messaggi di congratulazioni e richieste di informazioni su come intraprendere il crossfit. “Era il mio obiettivo” afferma Andrea, “far capire che una disciplina che viene spesso vista come ‘roba da supereroi’ è in realtà alla portata di tutti. Come in tutti gli sport sono i campioni a vincere le competizioni di alto livello, ma tutti possono partecipare e, con passione e graduale allenamento, togliersi enormi soddisfazioni”.

“Ho lavorato parecchio in palestra (nel box Crossfit La Mole con l’allenatore Luca Casciello) per avere tutte le skills necessarie per partecipare alle qualifiche dell’Italian Showdown” aggiunge, “ma se ce l’ho fatta io possono riuscirci tante altre persone, disabili e non, perché si può andare oltre i problemi fisici. Questo è il messaggio che vorrei lanciare, in ambito sportivo e estendendolo anche nel quotidiano”.

Con lo stesso spirito Andrea è stato anche il primo atleta disabile della storia a prendere parte all’Enduropale du Touquet, gara di moto e quad di grande prestigio e tradizione che si disputa sulle spiagge settentrionali della Francia. La sua terza passione sportiva è infatti il quad, intrapreso nei primi anni 2000. “Uno sport che non fa sconti e che non prevede categorie per disabili” spiega, “penso che sia un perfetto esempio di inclusione”.

Quest’ultima è una parola che Andrea conosce molto bene, avendo giocato per 25 anni a pallacanestro con ragazzi normodotati nei campionati federali. Qualcuno l’ha soprannominato “black gamba”, ispirandosi al nickname “black mamba” attribuito a Kobe Bryant. E a sottolineare il sorriso con cui Andrea affronta la vita, basta ricordare il nome del suo team di quad, chiamato “Garpez” come il fantasioso scultore della gamba del noto film di Aldo, Giovanni e Giacomo.

La prossima sfida di Andrea De Beni riguarda il crossfit. Durante l’estate seguirà il corso per diventare istruttore di primo livello e in autunno volerà negli Stati Uniti per formarsi come adaptive trainer, specializzato cioè nell’insegnamento della disciplina a persone disabili o con infortuni. Sarà il primo in Europa ad avere i due certificati e potrà a sua volta formare nuovi tecnici e nuovi atleti, aiutando le persone a tirare fuori la loro parte migliore attraverso lo sport.

Luca Bianco

Foto di Diego Barbieri

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