Tennis: Vavassori e Ocleppo, il doppio che sogna la Coppa Davis

News Tennis

Pubblicato il: 22/05/2018



Questa settimana sono a Loughborough, in un Challenger da 85.000 $ sul veloce indoor in terra britannica. Ancora in coppia, naturalmente, ad inseguire un sogno. Quale? “Ci piacerebbe scalare sempre più la classifica di specialità” esordisce il rivolese classe 1995 Andrea Vavassori, “e magari un giorno riuscire a difendere i colori italiani in Coppa Davis”. “Sarebbe una gran cosa” gli fa eco il compagno di avventura, il 20enne albese Julian Ocleppo, “e per questo stiamo lavorando, cercando di correggere i difetti e trovando sempre più alchimia”.

La loro storia professionale è nata circa un anno fa, a Padova in occasione di un futures. Proviamo e vediamo come va, il primo approccio. Subito un successo, poi una finale nel Challenger di Recanati e altri titoli futures. Nel 2018 il primo titolo Challenger (a Francavilla al Mare) e la grande avventura di Roma, esaltata dal raggiungimento del tabellone principale: “Tante emozioni” dicono in coro, “che ci porteremo dentro per tanto tempo e vogliamo assolutamente rivivere”.

Non un caso però: “Abbiamo pianificato il lavoro” prosegue Andrea Vavassori, “e l’obiettivo era proprio arrivare a Roma. Ci siamo riusciti superando nel turno decisivo del tabellone preliminare Rondoni e Trusendi ed è stata una grande soddisfazione”. “Ancor di più” sottolinea Julian Ocleppo, “averla condivisa con i nostri staff e con mio padre Gianni”. Stiamo parlando di Gianni Ocleppo, già n° 30 del mondo nel 1979, ai tempi di Borg, Panatta, Connors, epoca di talenti.

Cosa vuol dire giocare in doppio? “Capirsi e completarsi. Io” afferma Vavassori, “sono più giocatore di rete, Julian da fondo campo. Entrambi serviamo bene e siamo migliorati nella fase di risposta. Ad oggi sono io l’esperto e il tranquillo del tandem, Julian è più estroso e umorale. Stando insieme, viaggiando, allenandoci, impariamo sempre di più a conoscerci e crescere. L’obiettivo è quello di riuscire ad entrare stabilmente tra i primi 80 del mondo nella specialità, così da poter disputare i grandi tornei e gli Slam e vivere di tennis. Intanto il doppio mi aiuta anche a progredire in singolare”.

A Roma, nelle prequalificazioni degli Internazionali BNL d’Italia, Andrea Vavassori ha confermato di essere anche un buon singolarista, attualmente assestato sulla piazza 586 del ranking Atp. Ha infatti raggiunto i quarti di finale, superato dal coetaneo torinese Lorenzo Sonego, poi issatosi nel tabellone principale, con un doppio 6-4. Nella finalina per accedere al tabellone di qualificazione ha poi impegnato l’emergente pugliese Andrea Pellegrino cedendo in tre set. La sua caratteristica principale è saper giocare un ottimo serve & volley, azione sempre più rara nel tennis moderno. Ha inoltre nel servizio un’arma importante. Sta lavorando per migliorare il rendimento da fondo campo. In doppio occupa invece la posizione numero 150 del ranking mondiale.

Tornando al doppio, a Roma Vavassori ed Ocleppo hanno perso nel primo turno del draw principale contro Cuevas e Granollers, specialisti abituati a questi palcoscenici: “Abbiamo ceduto un break per set (6-4 6-4 lo score finale) ma non abbiamo sfigurato, anzi” prosegue Ocleppo, “ci siamo resi conto di poter stare a certi livelli”.

Nulla è lasciato al caso, lo dimostrano gli staff che li seguono. Accanto a Vavassori, che si appoggia anche al Centro Federale di Tirrenia, il padre Davide, il mental coach Gianfranco Santiglia, il consulente Paolo Moro. Con Julian il padre Gianni, che supervisiona anche il doppio e Michele Longo (sparring). La voglia, quella di giocare il più possibile insieme, salendo in graduatoria ed imparando a metabolizzare anche le inevitabili battute d’arresto.

Roberto Bertellino

Foto Mef Tennis Events

Questo sito prevede l'utilizzo dei cookie. Continuando a navigare si accetta il loro utilizzo. OK Maggiori Informazioni