I segreti della thai boxe di Christian Zahe

Muay Thai News

Pubblicato il: 21/04/2018



La vita di Christian Zahe è cambiata una sera di circa dieci anni fa in un pronto soccorso. “Soffrivo di crisi d’ansia” ricorda, “e un dottore mi consigliò semplicemente di praticare un po’ di sport”. Così un amico gli propose di tirare due pugni al sacco” e in una palestra di Chieri Christian scoprì un nuovo mondo: la thai boxe. Classe 1983, di mamma torinese e papà ivoriano, fin da bambino aveva giocato a calcio, come ala e come attaccante tra Chieri, Cambiano e Villanova, fino all’Eccellenza; poi intorno ai vent’anni aveva abbandonato il pallone e interrotto qualunque tipo di attività fisica. Da quando ha intrapreso la thai boxe non ha più avuto crisi. “È una disciplina che spreme e che permette di sfogarsi” spiega, “è un insieme di tecnica, testa e emozioni. Il match assomiglia a una partita a scacchi, richiede massima concentrazione e ragionamento per studiare l’avversario e capire come affrontarlo. A differenza degli scacchi, però, c’è pochissimo tempo per eseguire la propria mossa. Sul ring la paura c’è, toglie lucidità ma innalza il livello di attenzione.

A tre anni dall’esordio Christian si è trasferito alla Thai Boxe Torino e con il maestro Carlo Barbuto ha compiuto il salto di qualità a livello tecnico e di metodologia di allenamento. Va in palestra tutti i giorni, nelle settimane che precedono un incontro importante anche due volte al giorno; segue una dieta, più o meno rigida a seconda della categoria di peso nella quale deve rientrare per le competizioni. In carriera ha conquistato un titolo mondiale WKN di K-1 e ha vinto la cintura dello stadio thailandese di Chiang Mai, al culmine dell’esperienza sportiva forse più bella della sua vita.

Per circa otto mesi, nel 2016, Christian si è stabilito in Thailandia vivendo la sua disciplina da professionista. Giornate scandite da allenamenti, pasti e momenti di riposo; nessun altro pensiero se non quello di diventare un fighter più forte e completo. “Ero alloggiato in un camp con tanti altri atleti provenienti da tutto il mondo e con loro condividevo ogni momento della giornata” racconta, “in Thailandia la thai boxe è più che uno sport nazionale; è uno stile di vita, una religione, sottolineata dalla danza che i combattenti eseguono prima del match. Vincere lì è stata una grande emozione”.

Christian Zahe ha ottenuto parecchie soddisfazioni in carriera; ha disputato 25 incontri di pugilato e 85 di thai boxe e K-1, vincendone la maggior parte. Alcuni successi li ha conquistati a Thai Boxe Mania, l’evento torinese organizzato dalla sua stessa società, cui partecipa ogni anno dal 2010. Nell’ultima edizione ha rimediato una ferita che l’ha tenuto lontano dal ring per molto tempo, ma qualche giorno fa è tornato a combattere a Milano, perdendo ai punti contro un avversario (thailandese) di altissimo livello. “Continuerò ad allenarmi e a combattere finché non sarà un peso e finché mi sentirò competitivo” conclude, “poi mi piacerebbe dedicarmi a tempo pieno all’insegnamento, per trasmettere ai giovani la passione per questo bellissimo sport”.

Luca Bianco

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