Para Ice Hockey: sfuma il sogno medaglia per l’Italia

Ice Sledge Hockey News

Pubblicato il: 17/03/2018



Oggi c’è più che altro tanta amarezza nella testa e nel cuore degli azzurri del para ice hockey, sconfitti 1-0 nella finale per il terzo posto delle Paralimpiadi dalla Corea del Sud padrona di casa. Ma a partire dai prossimi giorni, probabilmente, i rimpianti lasceranno a poco a poco spazio alla consapevolezza e alla soddisfazione di aver raggiunto un risultato ugualmente storico. Il miglior risultato della nazionale di para ice hockey ai Giochi Invernali era il sesto posto di Sochi 2014. A Pyeongchang 2018 l’Italia si è presentata per la quarta volta consecutiva alle Paralimpiadi e si è fermata a un passo dal podio, condannata da una rete di Jang Dong-Shin a tre minuti dalla fine della partita. Fin lì porte inviolate; Corea più offensiva, spinta da migliaia di tifosi giunti sulle tribune dello stadio di Gangneun, ma Italia comunque vicina al gol in qualche occasione.

“Lo sport è così specialmente ad alto livello, spesso una partita è decisa da un episodio” ha dichiarato coach Massimo Da Rin ai microfoni Rai, “la squadra ha giocato bene una partita difficile, con un’unica piccola sbavatura in occasione del loro gol. Mi dispiace per i ragazzi; nessuno è professionista dello sport, tutti lavorano ma trovano il tempo per allenarsi con grande impegno. Penso inoltre che, specialmente per i giovani della nostra nazionale, questa Paralimpiade sia un importante punto di partenza. Per i prossimi Giochi dovremo attendere altri quattro anni, ma l’anno prossimo ci sono già i Mondiali, un appuntamento di prestigio nel quale cercare un nuovo grande risultato”.

In circa 15 anni il para ice hockey italiano è passato dal nulla al quarto posto nella manifestazione più importante a livello mondiale. Nel 2002, in vista di Torino 2006 per i quali l’Italia era qualificata di diritto in quanto paese ospitante, iniziò a nascere il movimento. Tappe storiche di questo viaggio sono state il primo gol della nazionale, contro la Gran Bretagna alle Paralimpiadi del 2006, e la prima vittoria ai Giochi a Vancouver 2010, valida per il settimo posto. Oggi, escludendo i professionisti di Stati Uniti e Canada, l’Italia è la seconda nazionale al mondo, un risultato difficilmente immaginabile fino a qualche tempo fa.

Alcuni degli attuali giocatori sono stati protagonisti di tutta questa splendida avventura, tanti altri l’hanno vissuta per la maggior parte. I “vecchi” hanno imparato a giocare strada facendo e hanno insegnato ai giovani, il gruppo è diventato squadra; tutti hanno lavorato con professionalità – pur non essendo professionisti – per arrivare dove si trovano oggi. Tutti hanno regalato all’Italia un grande risultato dal punto di vista sportivo e, con il loro impegno e la loro determinazione, un insegnamento ancor più importante a livello umano, ben al di là di una medaglia.

Luca Bianco

Foto Tonello Abozzi

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