Canottaggio: il sogno olimpico di Kiri Tontodonati, italiana di Sydney

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Pubblicato il: 10/06/2017



Quando nel 2000 Sydney ospitò le Olimpiadi, Kiri Tontodonati era una bambina. Aveva appena 5 anni, ma di quei giorni si ricorda alcuni momenti trascorsi a casa della zia, davanti alla televisione incantata dalle luci della cerimonia di apertura. Certo non immaginava che un giorno avrebbe realmente inseguito il sogno olimpico, diventando, attraverso una storia molto particolare, una delle atlete di punta del CUS Torino e della nazionale italiana di canottaggio. Kiri è australiana, è nata proprio a Sydney quasi 23 anni fa e di cognome si chiama English-Hawke. Tontodonati è il suo cognome da sposata, perché nel 2010 ha conosciuto suo marito, Matteo, e tre anni più tardi si è trasferita in Italia per stare con lui. Il canottaggio fa parte della sua vita sportiva da meno di dieci anni, perché da ragazzina Kiri ha provato un po’ di tutto: nuoto, atletica, anche il tennis, sebbene in poche occasioni. “Il mio sport preferito era il basket e giocavo praticamente tutti i giorni” racconta, “poi un infortunio mi costrinse a smettere. Quindi mi consigliarono l’hockey su prato e il canottaggio; scelsi il secondo”.

In poco tempo Kiri divenne un’agonista di buon livello, in uno dei paesi storici per quanto riguarda questa disciplina. La sua giornata tipo iniziava prima dell’alba, intorno alle 4 del mattino. “Mi alzavo, uscivo di casa e attraversavo la città per andare al porto ad allenarmi” ricorda, “poi intorno alle 7 andavo a scuola e nel pomeriggio tornavo ad allenarmi”. Un giorno, quando aveva 16 anni, incontrò Matteo, che aveva deciso di trascorrere un anno in Australia per imparare l’inglese e che, nel mentre, lavorava in un “fish and chips”. Quell’incontro cambiò la vita di entrambi. Scoprirono la comune passione per il canottaggio, “dai segni sulle mani”, si innamorarono e nel 2013 Kiri decise di seguire Matteo in Italia.

“I primi 3 mesi furono complicati soprattutto per via della lingua che non conoscevo” spiega Kiri, “ma poi vivendo qui ho imparato abbastanza in fretta. Torino è completamente diversa da Sydney; è diverso lo stile di vita e il modo di mangiare, ma ora mi sento assolutamente a casa. Certo, mi mancano un po’ la mia famiglia e gli amici, ogni tanto riesco a tornare a trovarli, altre volte vengono qui i miei genitori”. Manca anche il mare a Kiri, anche se a Torino ha trovato ugualmente un luogo dove allenarsi. “Vedere la città dal fiume è particolare e anche molto bello” assicura, “me ne accorgo specialmente al mattino presto, quando arrivo nei pressi di piazza Vittorio e vedo la città che a poco a poco inizia a svegliarsi”.

D’estate Kiri sale in barca intorno alle 7 per allenarsi con una temperatura più mite. In fondo non è così presto, rispetto alle “levatacce” di quando era adolescente e doveva raggiungere il porto di Sydney. Percorre almeno 20-30 kilometri ogni giorno, tre volte alla settimana va in palestra, lavora con il remoergometro, corre, nuota e va anche in bicicletta. Il canottaggio è uno sport che “costruisce” atleti a 360 gradi, che richiede forza e resistenza “al limite della sopravvivenza”.

“Ma la fatica può essere piacevole” assicura Kiri, “perché scorrere sull’acqua quando ci si sente bene è una sensazione bellissima. Anche in gara mi concentro su me stessa, senza guardare le mie avversarie e neppure il GPS per sapere la velocità che sto tenendo. Dal punto di vista mentale mi aiuta il fatto di ‘andare avanti guardando indietro’; non penso a quanto manca all’arrivo ma vedo soltanto la strada già consumata”.

Quest’anno, di strada, Kiri Tontodonati ne ha già percorsa parecchia. Ha intensificato la preparazione, in corrispondenza del suo passaggio nella categoria Senior. Ha trascorso parecchie settimane in ritiro a Piediluco e Sabaudia e nelle ultime settimane ha raccolto i frutti del suo grande lavoro. Agli Europei di Racice, in Repubblica Ceca, ha vinto il bronzo nel doppio con l’altra azzurra Stefania Gobbi; e agli Assoluti di Milano ha conquistato il titolo italiano nel singolo. “Risultati quasi inaspettati” ammette, “perché dopo il salto di categoria l’obiettivo era più che altro vedere a che livello eravamo rispetto alle nostre avversarie”.

Il prossimo appuntamento in calendario è la Coppa del Mondo di Lucerna, dal 7 al 9 luglio, e nel corso dell’estate potrebbe arrivare anche la convocazione per i Mondiali, a Sarasota dal 24 settembre al 1° ottobre. In ogni caso un ottimo inizio di quadriennio olimpico, che Kiri Tontodonati spera di poter concludere a Tokyo 2020, per vivere in prima persona (e amplificate) quelle sensazioni vissute da bambina a Sydney molti anni fa.

Foto di Mimmo Perna

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