Golf: la Ryder Cup, le polemiche e lo spot di Del Piero

Golf News

Pubblicato il: 10/02/2017



 

Mancano 5 anni alla possibile organizzazione in Italia della Ryder Cup (2022) e le polemiche sull’evento tengono banco quasi quotidianamente in ragione della fideiussione che il Comitato Organizzatore ha dovuto presentare agli Organi Competenti internazionali per vincere la concorrenza di Paesi molto più golfistici del nostro, vedi in primis la Spagna. Come deve leggersi questo, ovvero come un successo o piuttosto l’ennesimo pasticcio all’italiana? Non tocca a noi dare un giudizio assoluto, se non permetterci di dire che ogni organizzazione deve dimostrarsi autonoma nel suo operare e, indipendentemente dalla ricaduta economica dell’appuntamento sul tessuto sociale (tutta da dimostrare), essere in grado di coprire tutti i suoi costi e generare business, o almeno chiudere in pareggio il bilancio. Se tutto ciò può essere assicurato e non richiede un intervento Governativo, ben venga la Ryder Cup, che è certo manifestazione di portata planetaria. Altrimenti non la si organizzi. Queste le ultime con i pensieri dei massimi dirigenti della FIG, del Comitato Organizzatore e di un appassionato come Alessandro Del Piero.  “Non posso accettare questo attacco frontale, inammissibile e ingiusto. Porteremo avanti il Progetto Ryder Cup 2022, un evento irrinunciabile non solo per il golf, ma anche per tutto lo sport italiano”. Lo ha detto Franco Chimenti nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella Sala Auditorium del Palazzo delle Federazioni a Roma e alla quale il Presidente della FIG è intervenuto insieme a Gian Paolo Montali, Direttore Generale del Progetto Ryder Cup 2022, che ha evidenziato il grande ritorno economico per il Paese pari a circa 513,4 milioni di euro.

“Non rinuncio – ha proseguito Chimenti –  a quello che ci siamo guadagnati superando candidature forti come quelle di Austria, Germania e soprattutto Spagna. Abbiamo chiesto la fideiussione del Governo, perché voluta dal Board della Ryder Cup Europe come fondo di garanzia, ma la Federazione non ha bisogno di quei soldi, essendo in grado di sopperire tranquillamente e andare avanti con le proprie forze. Abbiamo sempre lavorato con onestà e trasparenza e posso garantire che non ci saranno sperperi nell’organizzazione. Stiamo per firmare un accordo con l’advisor Infront per 41 milioni di euro e il resto arriverà per altre vie”. In conclusione Chimenti ha aggiunto: “Mi spiace leggere che il nostro sport è considerato ancora d’élite. In realtà è accessibile a tutti, anche grazie al tesseramento libero”.

Gian Paolo Montali ha portato in evidenza i valori del percorso avviato dalla FIG dopo l’aggiudicazione. “Il Progetto ha una duplice valenza: sportiva ed economica ed assicura un forte impatto sociale con la creazione di migliaia di posti di lavoro e la difesa di tutte le figure professionali che operano nelle 413 strutture golfistiche italiane. Tutti gli eventi e i format legati alla Ryder Cup 2022 offriranno infatti opportunità di impiego per i giovani. L’effetto Ryder Cup ha già prodotto una crescita del turismo golfistico nel Paese con un aumento di circa il 20% dei green fee da giocatori stranieri. Per quanto riguarda il ritorno economico per il Paese, KPMG Advisory ha elaborato una stima degli impatti diretti ed indiretti derivanti dall’organizzazione della Ryder Cup 2022 e degli eventi connessi nel periodo 2016-2027. Tale stima, che ammonta complessivamente a circa 513,4 mln di euro, risulta così suddivisa: 277,4 mln per impatti diretti legati all’incremento della domanda interna conseguente agli investimenti necessari per l’adeguamento delle infrastrutture, ai consumi dei soggetti coinvolti e alle spese di gestione dell’evento Ryder Cup e di tutte le manifestazioni collegate. Si stimano 236 mln circa per impatti indiretti, di cui circa 126,1 mln derivanti dall’aumento della domanda interna, circa 83,9 mln di euro per incremento del gettito fiscale, circa 26 mln di nuove entrate fiscali direttamente trattenute a titolo di imposta sui montepremi dei tornei. Sotto l’aspetto agonistico ci saranno grandi tornei internazionali nei prossimi dodici anni che coinvolgeranno tutto il territorio nazionale con 37 eventi principali: 12 Open d’Italia, 12 Open Senior Tour e 13 tornei del Challenge Tour e circa 60 gare del circuito internazionale Alps Tour per un totale di circa 97 manifestazioni sportive internazionali”. Montali ha inoltre sottolineato: “Il nostro è uno sport altamente educativo, che abitua al rispetto delle regole. Vogliamo coinvolgere i giovani portando il golf anche nelle scuole e nell’Università”.

Il pensiero di Alex Del Piero
Ciò che mi piace e che mi coinvolge davvero nel golf è il senso del gioco, l’unicità di questa disciplina e anche le sensazioni che ti fa provare, così differenti rispetto a quelle che ho vissuto per tanto tempo su un altro prato, quello dei campi da calcio. Non credo sia un caso che molti giocatori di calcio, di basket e in generale di sport di squadra si dedichino con passione al golf, dopo o anche durante la loro carriera da professionisti. Non è soltanto perché è uno splendido gioco, ma anche perché è una sorta di terapia, un momento tutto per te, una solitudine necessaria. La mia passione è cresciuta negli anni d’oro di Tyger Woods, e dunque anche dal punto di vista del modello “pro” da seguire direi che non mi è andata malissimo.

Mi piace la concentrazione che ci vuole, la forza mentale, la capacità di mettere tutte le tue risorse per eseguire quel colpo, la disciplina, l’allenamento, la ripetitività del gesto. Ma c’è una cosa che è davvero unica nel golf, impagabile. Dove si gioca. Vi viene in mente un campo di gara brutto? D’accordo, ce ne saranno di più o meno suggestivi, di più o meno originali, ma in generale il concetto di golf è indissolubilmente legato all’aria aperta, al verde, al prendersi del tempo per sé in mezzo alla natura, godendo anche dei suoi suoni e dei suoi profumi. Una sensazione bellissima, che ti permette di staccare davvero, magari anche il telefono per qualche ora, e di immergersi nel verde. In fondo, adoro farlo da quando sono nato: che sia un prato di campagna, un campo da calcio o un green da golf. Quello che ospiterà la Ryder Cup sarà fantastico, anzi sarà il più bello perché è a Roma, in Italia. Finalmente!

 

Questo sito prevede l'utilizzo dei cookie. Continuando a navigare si accetta il loro utilizzo. OK Maggiori Informazioni