Boxe: Andrea Scarpa e la vittoria più importante della carriera

Boxe News

Pubblicato il: 02/07/2016


boxe - Andrea Scarpa

È passata ormai una settimana da quella che Andrea Scarpa ha definito la vittoria più importante della sua vita sportiva: il titolo mondiale WBC Silver superleggeri, conquistato alla O2 Arena di Londra di fronte a circa venti mila spettatori. Una cintura che vale una carriera e che, probabilmente, la cambierà. Gli sono bastate meno di sei riprese per sconfiggere l’inglese John Wayne Hibbert; ko tecnico il verdetto finale dell’arbitro, che dopo essersi consultato con il medico ha ritenuto più prudente (per Hibbert) decretare la fine dell’incontro.

“Il momento chiave è stato l’inizio del secondo round” racconta Andrea Scarpa, “con un gancio sinistro gli ho aperto un taglio sul sopracciglio e da quel momento in poi tutto ha girato a mio favore”. Nella quinta ripresa Andrea ha anche atterrato il suo avversario, spazzando via gli ultimi dubbi sull’assegnazione del titolo.

Da sottolineare gli abbracci tra i due atleti al termine del match. “Nella boxe il fair play è spontaneo e sincero” spiega il 29enne azzurro, “Hibbert ha riconosciuto la mia vittoria così come tutto il pubblico inglese, che dopo un momento di ‘delusione’ per aver visto perdere il beniamino di casa mi ha regalato grandi applausi dimostrandosi davvero corretto e sportivo”.

Un’emozione forte per Andrea Scarpa, foggiano residente a Torino che a novembre aveva vinto la cintura intercontinentale IBF. Dopo tre titoli italiani negli anni passati è stata senza dubbio la stagione della consacrazione. “Questi successi mi hanno dato visibilità, specialmente quest’ultimo raggiunto in un contesto così importante” prosegue, “ora si aprono scenari interessanti, probabilmente tornerò a combattere all’estero”.

Adesso è però il momento di dedicarsi alla famiglia, agli amici e alla fidanzata; di godersi la vittoria e di riposare, dopo mesi di allenamento vissuti come un professionista. Mesi nei quali Andrea ha lasciato il suo lavoro di barman all’Esperia durante la settimana, proseguendolo soltanto nel fine settimana. Sabato scorso sul ring, però, si è vista la differenza; nemmeno gli inglesi si aspettavano una mano così “pesante”.

“L’ultima dedica per il titolo mondiale va alle persone che mi hanno accompagnato a Londra” conclude, “il maestro Tony Di Lorenzo, il cutman Roberto Pedrale e il manager Alberto Calandretti; un team fantastico, che mi ha aiutato a livello tattico e mentale e mi ha permesso di affrontare il match con tranquillità. La boxe sembra uno sport individuale, ma ogni vittoria è un bellissimo lavoro di squadra”.

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