Zida Lab – Lo Sport che arreda la tua casa e aiuta l’ambiente.

News Sport Femminile

Pubblicato il: 19/05/2016



bici lab zida

L’amore per il Riuso, l’Ambiente e il Vintage incontrano lo Sport, grazie al talento di una creativa romana ormai torinese d’adozione. Lei è Zida, nome d’arte di Federica Salvatori, che da qualche anno, ha aperto un laboratorio davvero speciale in via Bava 13, nell’effervescente quartiere di Vanchiglia: il suo ZIDA LAB.

Prendendo in prestito il nome da una prozia molto amata, Zia Ida,  Zida ha creato la casa delle seconde possibilità, un “laboratorio del riuso in cui ci prendiamo cura di oggetti spesso inutilizzati che destiniamo a nuova vita, nuova forma, nuovo utilizzo. Creo home design, installazioni murali, bijoux e accessori utilizzando materiali ed oggetti di recupero, vecchi, a volte malandati o che hanno perso la loro funzione originaria o oggetti legati alla nostra quotidianità.”

Quando lo Sport arreda la tua casa. 

ping pong zidaEd è così che Zida con pazienza e ingegno trasforma oggetti come le vecchie racchette da tennis in legno in meravigliosi specchi da appendere alle proprie pareti e li chiama Wimbledon, splendidi ma ormai pesantissimi sci di legno in divertenti lampade per la casa, slittini anni 50 in piccoli mobili, sellini e manubri delle biciclette in oggetti che chiama tor-ino in omaggio alla città della Mole e che fungono da trofeo o da appendiabiti, snowboard o skateboard in tavolini o mensole e così via….
Il tutto in stile vintage, industrial e, a volte ammettiamolo, un po’ hipster che a Torino ormai fa fine e non impegna.
“Basta portarmi un oggetto e insieme rifletteremo sul modo per farlo rivivere all’interno della vostra casa o del vostro locale!”. Lo conferma il suo lavoro: oltre alle case private, Zida ha allestito anche noti locali del centro, come ad esempio il LAB e la Drogheria, e, da marzo ogni mese un tema e un allestimento -rigorosamente di recupero- diverso, vanta anche una collaborazione con Eataly Torino Lingotto.

sky lamp zidaAnche lo Sport può essere Smart con stile. 

Zida non restaura, ma riusa, raccoglie, recupera e trasforma, perché “non si butta via niente. E’ una piccola rivoluzione estetica e creativa”. E in effetti basta curiosare un po’ su Pinterest per rendersi conto che c’è chi appende chitarre al posto di quadri, per raccontare anche attraverso una parete di casa, il proprio amore per la musica, chi usa le biciclette per appoggiare lavandini, chi fa borse con vecchi sacchi da boxe e chi usa le palle da tennis rotte per fare il bucato rispettando l’ambiente…

Un approccio eco-sostenibile, poiché il recupero evita gli sprechi ed i complessi processi di smaltimento. Una rivoluzione che quindi non è solo estetica,  ma culturale e che, per fortuna, va ben oltre le mura domestiche e i laboratori artigianali  e che ha conquistato l’industria e il terziario, dando vita alla cd. Green Economy. Per fare un esempio che tocca anche nuovamente l’ambito sportivo, non si può non citare la raccolta dei pneumatici, settore in cui il Belpaese rappresenta un vero e proprio caso d’eccellenza a livello europeo. Sono quasi 20mila le tonnellate di pneumatici fuori uso recuperate in Italia solo nel 2014. Tra i numerosi riutilizzi del polverino ci sono sottofondi stradali, pannelli fonoassorbenti, arredo urbano, ma anche pavimentazioni sportive per la serie A e usi per sport equestri.

 slittinoDagli artigiani all’industria, dalle multinazionali al nostro salotto, dallo sport giocato e poi dimenticato, allo sport “che arreda”.

Il suo amore per tutto ciò che sembra inutile, superato e obsoleto ci insegna a guardare al mondo con occhi nuovi e  ci dimostra che, anche noi, nel nostro piccolo,  riutilizzando possiamo costruire nuove storie.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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