Bici: VENTO, la pista ciclabile di oltre 600 km per unire Venezia a Torino

Ciclismo News

Pubblicato il: 27/02/2016



Una pista ciclabile lunga quanto il fiume Po, che collega Venezia a Torino e che, non a caso, si chiama Ven-To.  Si tratta di un progetto volto a incentivare la mobilità ecologica, producendo un corridoio verde articolato e tutelato dalle amministrazioni di ben quattro Regioni.

Schermata 2016-02-27 alle 10.28.40Un percorso di 679 chilometri complessivi, che si snoderebbe tra le città d’arte di Venezia, Ferrara, Mantova, passando per Torino e Milano, come per i centri più piccoli, che avrebbero così l’ulteriore opportunità di veder valorizzate le rispettive ricchezze naturalistiche, rurali, enogastronomiche e di artigianato. Dai canali di Venezia ai navigli di Milano, passando per il paesaggio della Pianura padana, il percorso si articolerebbe, per oltre 260 chilometri, attraverso aree naturali protette, ponendosi come un’occasione unica per assaporare il territorio del Nord Italia.

Si tratta di un’iniziativa progettata dal Politecnico di Milano di cui, ad oggi, si stanno occupando ben 288 associazioni, enti e istituzioni e più di 4.700 cittadini e che necessiterebbe di “una spesa relativamente molto bassa, pari a 80 milioni di euro, che corrisponderebbero a circa 118 euro al metro”. Così, continua la descrizione del progetto del PoliMi “si realizzerebbe la più lunga pista ciclabile italiana e una delle più lunghe ciclabili d’Europa. Un impegno che, se suddiviso tra Stato, 4 regioni e 12 province diverrebbe (non solo metaforicamente ndr.) davvero leggero come il vento”.

Un risvolto ulteriore sarebbe la ricaduta occupazionale, nuovi posti di lavoro su suolo italiano. Come spiegato dai progettisti, infatti, “il cicloturismo alimenta economie locali diffuse e genera occupazione in località altrimenti escluse dal turismo tradizionale. I 679 km di VENTO possono raggiungere, a infrastruttura realizzata, fino a mezzo milione di passaggi ogni anno. Con un indotto di 100 milioni di € annui, VENTO potrebbe contribuire a generare 2.000 nuovi posti di lavoro”.

Mobilità e turismo sostenibile. Un sogno possibile? Davvero realizzabile in un soffio? Se non tutti si troveranno d’accordo sulla semplicità di realizzazione, sul valore dell’iniziativa non può che esserci l’unanimità.

Questo sito prevede l'utilizzo dei cookie. Continuando a navigare si accetta il loro utilizzo. OK Maggiori Informazioni