Canottaggio: Lorenzo Sforza, bronzo europeo e medaglia di sport

Canottaggio News

Pubblicato il: 29/01/2016


canottaggio - Lorenzo Sforza

Il piacere di praticare attività fisica, un rapporto unico con amici e istruttori, tanta fatica per allenarsi ma soddisfazioni ancor più grandi dal punto di vista sportivo e umano. Ecco cos’è il canottaggio per Lorenzo Sforza, ragazzo torinese di 24 anni, di cui gli ultimi dieci trascorsi in buona parte sulle rive e sulle correnti del Po. Lorenzo ha la sindrome di Down e lavora da Pandàn, emporio a conduzione sociale situato nel cuore di San Salvario. Terminata la giornata tra i tavoli e il bancone corre all’Armida, storica società remiera che stagione dopo stagione è diventata in pratica la sua seconda casa.

“Ho scoperto il canottaggio molto tempo fa e con il passare degli anni mi sono appassionato sempre più” racconta, “adesso mi alleno due ore al giorno quattro volte a settimana. È la cosa che preferisco; mi diverto e il mio obiettivo è migliorare continuamente”. La sua specialità preferita è il 4 con, anche se in carriera ha vinto più di una medaglia nel doppio. A Torino ha partecipato a numerose gare, comprese diverse edizioni della Rowing for Rio, appuntamento internazionale di para-rowing organizzato proprio dall’Armida.

Un paio di settimane fa Lorenzo ha indossato per la prima volta la maglia azzurra, partecipando con la nazionale italiana Special Olympics (categoria LTA ID) ai Campionati Europei Indoor di Gyor, in Ungheria. Unico torinese della spedizione, è salito sul podio vincendo il bronzo dietro ai compagni di squadra Damiano Di Iorio e Vittorio Malacarne. “È stato fantastico per tutti, per il lungo viaggio, per i luoghi che abbiamo visitato e per il rapporto che si è creato con gli altri” assicura, “in gara mi sentivo bene e sapevo di essere ben allenato, ma la medaglia è stata una bellissima sorpresa”.

Gli atleti della squadra azzurra hanno anche creato anche un gruppo su whatsapp per condividere i pensieri e le emozioni di questa trasferta. Sono state parecchie, al di là dei titoli portati a casa. “L’obiettivo era permettere ai ragazzi di vivere una nuova esperienza” spiega Paolo Ramoni, Coordinatore tecnico nazionale Special Olympics per la Federazione Italiana Canottaggio, “la trasferta in aereo, senza familiari, l’ansia pre gara e le sensazioni della competizione sono fattori che rafforzano. Abbiamo convocato canottieri di diverse società, ma si è subito creato un team molto unito”.

Ai recenti Campionati Europei indoor, l’Italia ha proposto a livello internazionale la “nuova” categoria Special Olympics, che nel nostro paese esiste ormai da tempo. La gara (al remoergometro) dura due minuti e la classifica viene stilata in base alla distanza percorsa. “Essendo una prova sul tempo tutti partono e arrivano nello stesso momento” prosegue Paolo Ramoni, “inoltre i preliminari non servono per ridurre il numero di concorrenti ma solo per dividere gli atleti in base alle loro prestazioni e dare vita a finali equilibrate”.

Si gareggia anche per vincere, ma soprattutto per partecipare, per dare il massimo e misurarsi con sé stessi. Il miglior significato dello sport, che Lorenzo Sforza ha capito alla perfezione.

La foto è di Paolo Ramoni da www.canottaggio.org

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