Hockey Ghiaccio: GCC Heat, dal medio oriente a Torino per la Mountain Cup Challenge

Hockey su ghiaccio News

Pubblicato il: 29/04/2015


hockey ghiaccio - Mountain Cup Challenge - foto Massimo Pinca

hockey ghiaccio - Mountain Cup Challenge - foto Massimo Pinca
foto Massimo Pinca

Le prime cose che vengono in mente parlando di Emirati Arabi Uniti e Qatar sono per quasi tutti il caldo e il deserto. Poca gente pensa all’hockey su ghiaccio che invece, anche se all’ombra del calcio e di altri sport, è praticato. Se ne è avuta la dimostrazione a Torino, con la partecipazione del GCC Heat Selection alla Mountain Cup Challenge, il torneo internazionale under 15 organizzato dall’HC Torino Bulls. Una ventina di ragazzi residenti nei paesi del medio oriente hanno pattinato a tutta velocità per tre giorni sulla pista del PalaTazzoli, dentro le loro maglie bianche, nere e arancioni. E dopo aver vinto il proprio girone a punteggio pieno, hanno perso la semifinale contro la nazionale giovanile inglese, vincitrice della coppa, e la finale per il terzo posto, contro gli svizzeri dell’HC Seewen. “È stata ugualmente una grande esperienza” ha commentato a caldo il capitano Ethan Berry, “non ci capita spesso di giocare contro squadre europee di questo livello”.

Il team è nato circa quattro anni fa dall’idea di un allenatore e del general manager Arlin Friesen. “Abbiamo pensato di aggregare i giocatori più forti delle diverse squadre del paese e creare così una squadra che potesse giocare tornei internazionali” spiega quest’ultimo, “per confrontarsi con le formazioni di altri paesi, crescere e migliorare tecnicamente”. In passato GCC Heat è stato a Ginevra, Hong Kong e Strasburgo; nello scorso week end è approdato a Torino. hockey ghiaccio - gcc heat“Schieriamo ragazzi di origine canadese, statunitense, svedese, finlandese” prosegue Friesen, “ma anche alcuni giovani di Emirati e Qatar. Penso che il punto di forza della nostra formazione sia proprio la squadra, abbiamo aggregato i migliori talenti ma ognuno si sente parte di questo gruppo”.

Nonostante il programma di incontri fitto e incalzante i ragazzi e i loro accompagnatori sono riusciti a visitare la città; per quasi tutti si trattava della prima volta in Italia. Per loro, giocare a hockey è anche un modo per girare e conoscere il mondo. “Il nostro sport non è molto popolare in medio oriente” conclude il general manager, “ma ora, al di là dei giocatori stranieri che vivono là, sta nascendo anche un movimento locale. E sia Qatar che Emirati Arabi Uniti hanno una nazionale che partecipa alle maggiori competizioni internazionali”. Un giorno forse anche i ragazzi del GCC Heat ci giocheranno; sicuramente scriveranno un pezzo della storia hockeystica del loro paese.

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