Hitball: uno sport senza età che nasce a scuola

Hitball News

Pubblicato il: 08/11/2018



Chi ha frequentato le scuole medie e superiori a Torino e dintorni a partire dagli anni novanta conosce molto probabilmente l’hitball. Quattro muri, un pallone, poche e semplici regole, parecchie ore di educazione fisica trascorse in un baleno; tantissimi ragazzi si sono divertiti giocando a hitball, sport che proprio negli anni novanta ha iniziato a vivere anche al di fuori della scuola. Oggi i sei campionati organizzati dalla FIHB – la federazione italiana – coinvolgono circa settecento tesserati appartenenti a una sessantina di squadre (dieci per ogni categoria dalla serie A1 alla C2). Queste sono localizzate principalmente a Torino e provincia – dove la disciplina è nata quarant’anni fa grazie a un’intuizione di Luigi Gigante, docente di educazione fisica – ma anche in Lombardia e Liguria, in particolare a Milano e Genova. Gruppi che praticano hitball pur senza partecipare ai tornei, inoltre, sono sparsi in varie zone Italia, grazie all’attività di promozione svolta da alcuni appassionati piemontesi.

Tra questi ci sono Giacomo Catellani e Andrea Joly, che nelle ultime stagioni si sono recati in varie città per spiegare le regole a centinaia di classi, nell’ambito del “progetto Hitalia”. Andrea ha iniziato a giocare da adolescente con altri compagni del liceo e il team ha continuato ad allenarsi anche dopo la maturità. È salito fino all’A2 con varie promozioni consecutive e ha sfiorato il salto in A1, presentandosi in ogni caso come una delle realtà più competitive per il prossimo futuro. Giacomo ha invece scoperto l’hitball in un giorno di fine anni ’90, quando Luigi Gigante tenne una lezione nella sua seconda media. Qualche tempo dopo lo stesso fondatore della disciplina e altri veterani (atleti tuttora in attività) furono i suoi primi avversari in una partita ufficiale, perché nel mentre Giacomo aveva incontrato altri praticanti suoi coetanei e con loro aveva fondato una squadra; squadra che a poco a poco scalò tutte le categorie fino all’A1.

Oggi allena i Red Devils, vincitori degli scudetti 2016 e 2017, non partecipa al campionato ma continua ugualmente a giocare in altre manifestazioni e lavora in federazione per promuovere e diffondere il suo sport. Con questo obiettivo è volato anche in Francia, persino in Australia e in India. «Negli ultimi vent’anni il movimento è cresciuto parecchio – spiega – quasi tutti i praticanti scoprono l’hitball a scuola, anche se non mancano giocatori con ‘vocazione adulta’, attirati dalla componente di gioco e dal clima di amicizia che contraddistingue il nostro ambiente. Tutti si conoscono, ci si incontra da avversari in partita ma spesso si condividono le palestre per allenarsi».

«L’hitball è diventato uno sport ‘a tutti gli effetti’ – continua – nelle serie maggiori il livello tecnico è elevato e comporta impegno fisico e mentale, richiedendo alle squadre più allenamenti a settimana. Non ha però perso il suo carattere ludico; diverte e non ha età, essendo praticato da studenti e adulti». I componenti della squadra detentrice dello scudetto – Le Iene – hanno tutti superato i trent’anni. Tra loro c’è Mirko Violetto, il marcatore più prolifico nella storia dei campionati, iniziata nei primi anni ’90 e raccontata anche attraverso le statistiche che vengono aggiornate fin dall’edizione inaugurale. Il giocatore che ha conquistato più titoli italiani è Daniel Guzzafame, capace di raccoglierne dieci vestendo più maglie diverse; ha sempre indossato la stessa, invece, Stefano Benedetto, ai Red Devils da oltre vent’anni.

La corsa al ventiseiesimo tricolore è iniziata a ottobre insieme alle serie inferiori ed eccezion fatta per alcune partite che si giocano a Genova tutti i campionati si disputano a Torino; in alcune palestre comunali, come già nelle ultime stagioni in seguito alla demolizione del PalaHit. Il calendario federale prevede anche un torneo esclusivamente femminile (l’hitball è generalmente misto) e uno dedicato agli under 14; la Coppa Hitalia, in programma nei mesi estivi, e il Trofeo delle Regioni, manifestazione itinerante tra Piemonte, Liguria e Lombardia. La FIHB organizza anche i Giochi Sportivi Studenteschi e altri tornei promozionali, per continuare ad allargare un movimento giovane e pieno di passione.

Uno sport che azzera le disparità cerca casa a Torino
Un seminterrato come palestra, alcune classi di non semplice gestione e tanta fantasia. Ecco gli ingredienti a partire dai quali nel 1978 Luigi Gigante inventò l’hitball. Professore di educazione fisica alla scuola media Gramsci di Settimo Torinese, aveva poco più di vent’anni e l’esigenza di organizzare un’attività che potesse divertire e disciplinare i propri allievi. Prese spunto dal calcio svedese e attraverso un esperimento chiamato “baraonda” diede vita all’hitball. Regole intuitive, gioco veloce, dinamico e senza interruzioni; assenza di contatto fisico, con la conseguente possibilità di far giocare insieme ragazzi di altezza e peso diversi, maschi e femmine. «L’hitball azzera le disparità – afferma Luigi, che insegnando la disciplina ha sempre proposto anche il continuo cambio di posizione tra attaccanti e difensori, per annullare i ruoli e impedire così ai ragazzi più forti di monopolizzare il gioco. Quest’ultima non è una regola scritta ma anche le squadre agonistiche la applicano regolarmente e in generale la correttezza è uno degli elementi caratterizzanti dell’hitball a tutti i livelli.

Dopo alcuni anni di sperimentazione, nell’aprile del 1986 Luigi depositò alla SIAE il primo regolamento. Nel 1989 nacque la prima società sportiva per la pratica agonistica, nel 1991 furono depositati i brevetti per le attrezzature, nel 1992 venne istituita la FIHB. Luigi ha portato l’hitball in tante classi suscitando l’entusiasmo dei suoi allievi e l’ha promosso nelle scuole di Torino e Piemonte cogliendo riscontri favorevoli anche da parte degli insegnanti, che apprezzano il valore formativo della disciplina. Nel tempo ha visto crescere il movimento, oggi caratterizzato da numeri importanti ed espansione continua. Un movimento che auspica il riconoscimento dell’hitball da parte del CONI e che a Torino sta lavorando per (ri)costruire un impianto dedicato, soluzione a molti problemi logistici e organizzativi. Il progetto c’è già e la federazione è alla ricerca di un’area opportuna per realizzarlo, per regalare a tutti gli appassionati una nuova casa.

Luca Bianco

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