Volo a Vela: Giancarlo Grinza, l’aliante e il volo più puro

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Pubblicato il: 11/07/2018



Splende il sole sull’Aero Club Torino. È una bellissima giornata estiva, una giornata perfetta per volare. Giancarlo Grinza osserva le ombre proiettate sulle montagne dalle poche nuvole presenti nel cielo azzurro. Con ogni probabilità saranno zone di correnti ascensionali, da sorvolare con l’aliante per raggiungere una quota abbastanza elevata per iniziare una “gita”. Giancarlo prepara il suo velivolo; riempie le ali con acqua per renderlo più pesante e di conseguenza più veloce nelle fasi di planata. In questo periodo sta lavorando sul bilanciamento e sta cercando l’assetto migliore, perché tra pochi giorni per la prima volta in carriera vestirà la maglia della nazionale ai Mondiali, in programma in Repubblica Ceca a partire dal 28 luglio.

Ha 45 anni e fin dall’infanzia ha sempre frequentato l’Aero Club, accompagnato dal papà che lavorava come istruttore di aliante. Ricorda ancora il primo volo: “avevo 12 anni e fino ad allora mio papà non mi aveva mai portato a volare perché ero troppo piccolo” ricorda, “fu una grande emozione, finalmente avevo realizzato un sogno coltivato fin da bambino”. A 16 anni frequentò il corso, a 17 prese il brevetto e a 18 partecipò alla prima gara. Nel 1991 vinse il primo dei suoi quattro Trofei Città di Torino, la competizione di casa, e l’anno successivo fu convocato per la prima volta in nazionale per gli Europei Juniores. Da allora ha preso parte a tre Campionati Europei e ha vinto due volte i Campionati Italiani, nel 2013 e nel 2015.

Giancarlo sta per decollare. Indossa la tuta perché in quota la temperatura è molto più bassa che a terra, diminuendo di circa dieci gradi ogni mille metri. Si infila nel suo aliante e comunica con la torre di controllo per ricevere l’autorizzazione a partire. Un piccolo aeroplano lo tira lungo la pista in erba e lo accompagna fino a circa 6-700 metri di altitudine, quindi sgancia il cavo; il viaggio ha inizio. Giancarlo cerca le correnti ascensionali e passa da una all’altra con lunghe planate. “Bisogna ‘sentire’ l’aria attraverso le sensazioni trasmesse dall’aliante e in base a queste trovare le zone giuste per salire e di conseguenza per andare andare più veloci” spiega, “è una capacità che va continuamente sviluppata perché l’aria cambia in continuazione, ecco perché in questa disciplina non si finisce mai di imparare”.

Il programma prevede una rotta verso il lago Maggiore e poi inversione di marcia fino a Cuneo, prima di tornare alla base. Ma studiando le condizioni atmosferiche Giancarlo preferisce dirigersi subito verso sud ovest e dopo circa 300 km raggiunge il lago di Sainte Croix, in Provenza. È partito verso le 13 e quando torna a Torino sono ormai le 19. Sei ore sono trascorse in un baleno, come sempre capita quando viviamo appieno la nostra più grande passione.

Ogni volta Giancarlo rinnova la curiosità del primo volo, il suo stupore di ragazzino nel vedere un oggetto pesante anche 7-800 kili rimanere sospeso senza precipitare, tenuto “a galla” soltanto dall’aria e da un paio di ali. Pur con trent’anni di esperienza sulle spalle prova ancora meraviglia nel fluttuare in un ambiente completamente silenzioso, sorvolando le montagne lungo i loro versanti. “Il volo a vela è il più simile a quello degli uccelli” assicura.

È il volo più libero, più “puro”, misto di fantasia e razionalità, fuse insieme alla ricerca delle zone e delle traiettorie più favorevoli. “Preferisco volare in luoghi che non conosco per ‘uscire dai miei schemi mentali’ ed evitare che l’allenamento diventi routine” aggiunge, “è importante ragionare ma non troppo, ogni tanto è bene lasciarsi guidare dall’istinto perché di solito ti conduce verso la scelta più semplice e quindi più efficace”.

Ormai è sera. Giancarlo Grinza torna a casa, analizza i dati del volo e riguarda qualche foto scattata dall’alto. Tra una decina di giorni partirà per la Repubblica Ceca e per una settimana esplorerà i cieli nei quali vivrà i suoi primi Mondiali. Qui affronterà 15 percorsi diversi in altrettanti giorni, studiando da vicino i migliori al mondo, che praticano il volo a vela da professionisti e non solo per passione. Sarà un altro passo verso la perfezione, a livello tecnico e di sensazioni, l’obiettivo verso cui tende ogni pilota di aliante.

Luca Bianco

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