Bloody Wheels, dal 2013 il roller derby a Torino

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Pubblicato il: 13/06/2018



La storia del roller derby a Torino inizia nella primavera del 2013, quando alcune amiche affascinate da questo sport decisamente fuori dal comune iniziano a trovarsi regolarmente al parco Dora per i primi allenamenti. Tra loro c’è Claudia Schiavone, pattinatrice artistica da ragazzina e bassista in una rock band da qualche anno. «Eravamo cinque o sei e ci scambiavamo i pattini perché non ne avevamo abbastanza per tutte – ricorda – ma avevamo già pensato al logo della squadra, allo slogan e al grido di battaglia». Claudia era da poco tornata a Torino dopo un periodo di lavoro a Milano e decise di lanciarsi in questa nuova avventura, spinta dalla curiosità di provare una disciplina conosciuta guardando video d’oltreoceano.

Oggi ha 41 anni ed è ancora in pista come capitano delle Bloody Wheels, l’unica formazione piemontese di roller derby, discendente di quello storico gruppo che coinvolse presto nuove ragazze e che, anche grazie all’aiuto di un giovane istruttore, iniziò ad allenarsi in maniera più strutturata presso l’impianto di via Trecate. Claudia ha contribuito a costruire la squadra e la guida con entusiasmo e passione, gli stessi sentimenti che animano tutte le giocatrici, protagoniste di un’attività interamente autogestita e autofinanziata.

Per praticare roller derby servono quad (pattini a rotelle non in linea), casco e protezioni a polsi, ginocchia e gomiti; ma per iniziare non è necessario saper già pattinare, perché le giocatrici più esperte insegnano alle esordienti la tecnica e le basi del gioco. Serve intraprendenza, per uno sport di contatto nel quale non mancano i colpi. Ecco perché spesso a questa disciplina – prevalentemente femminile e nata negli Stati Uniti più di 80 anni fa – vengono associate immagini di donna “guerriera e ribelle” coperta di piercing e tatuaggi, che sfoggia unghie, capelli e make up coloratissimi e che si carica al ritmo di musica punk o heavy metal.

Ogni giocatrice ha un proprio nome di battaglia, che nasce per assonanza con il nome di battesimo o per esprimere una passione o il proprio modo di essere. “Punk e belligerent” recita lo slogan delle Bloody Wheels, e suona come una scarica di adrenalina. «Tutto questo è il contorno – prosegue Claudia, il cui derby name è Claw D-Hella – la realtà è quella di un bellissimo gioco di squadra, nel quale si può vincere soltanto rimanendo organizzati e compatti. È uno sport che apre la mente, che aiuta ad andare oltre i propri limiti e le proprie paure. Nel roller derby si cade e ci si rialza».

Block in Turin, il torneo
In Italia non esiste un campionato di roller derby, motivo per cui le varie squadre del nostro paese si incontrano periodicamente per qualche partita e giocano tornei all’estero, dove questo sport è più diffuso. Una volta all’anno si ritrovano per un grande torneo nazionale, ospitato nello scorso fine settimana dall’impianto Massari di Torino, organizzato dalle Bloody Wheels e ribattezzato Block in Turin. Otto squadre hanno partecipato: The Anguanas 3D (Vicenza), Harpies (Milano), Crimson Vipers (Bergamo), She Wolves (Roma), Bloody Wheels (Torino), Alp ‘N Rockets (Bolzano), Poison Kittens (Palermo) e Seasters (Lega Adriatica). Per tutte le 250 giocatrici partecipanti il torneo è stato un’occasione di incontro e di crescita tecnica. Le Bloody Wheels sono scese in pista con una squadra composta da ragazze che hanno intrapreso da poco l’attività e altre “storiche” del team.

«Ci alleniamo tre volte a settimana – spiega Cristina “Kry” Ciravolo, nel team dal 2014 – i lavori sono differenziati per le giocatrici più esperte e per le esordienti, che imparano dalle prime e che arrivano gradualmente a prendere il ‘minimum skills’, una sorta di patentino che permette di affrontare i match». Qualche anno fa Cristina ha deciso di provare senza aver mai pattinato, ha imparato e ha giocato le prime amichevoli per iniziare a prendere confidenza con i contatti. Oggi ha 33 anni ed è parte della squadra, che nel tempo è cresciuta ed è stata rappresentata anche nella nazionale italiana.

Foto di Diego Barbieri – la fotogallery a questo link

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