Baseball: Tommaso Giarola e una fantastica esperienza a stelle e strisce

Baseball News

Pubblicato il: 08/06/2018



Tommaso Giarola ha un grande sogno: diventare un giocatore di baseball. Un sogno intrapreso da bambino e coltivato per tanti anni nelle giovanili dei Grizzlies Torino 48; un desiderio che l’ha condotto persino negli Stati Uniti. Tommaso compirà 18 anni a ottobre e il 31 maggio scorso è tornato in Italia dopo aver trascorso il quarto anno delle superiori a Casa Grande, cittadina situata nel deserto dell’Arizona non lontana dal confine con il Messico. Qui ha frequentato la Vista Grande High School giocando negli Spartan, la squadra del liceo.

È stato proprio il coach della scuola a chiamarlo, dopo averlo osservato nell’autunno del 2016 durante un try out disputato a Phoenix, cui Tommaso aveva partecipato con un gruppo di ragazzi europei. Così il primo agosto dell’anno scorso è atterrato negli States e ha iniziato la sua avventura americana. Sveglia alle 5 ogni mattina, allenamento in palestra, giornata in classe dalle 8 alle 15, tre ore di campo nel pomeriggio, nuova seduta in palestra e finalmente a casa, per studiare e riposare.

«Abbiamo disputato alcuni tornei e il campionato locale – aggiunge il giovane interbase torinese, unico italiano del team e titolare dalla prima all’ultima partita. Anche grazie alle sue ottime statistiche in battuta la squadra si è qualificata ai playoff, raggiungendo il miglior risultato della sua giovane storia. Non solo, Tommaso è stato selezionato tra i più forti giocatori dell’Arizona per disputare un All Star Game, il 29 maggio.

«È stata un’esperienza incredibile – commenta – lì il baseball è vissuto in maniera professionistica, a livello di staff, di programmazione degli allenamenti. C’è tanta concorrenza all’interno del roster e per emergere bisogna sempre dare più del centro per cento». «E anche al di là dell’aspetto sportivo questi dieci mesi mi hanno insegnato molto – aggiunge – ho scoperto un mondo e una cultura diversi da quelli italiani. Soprattutto, vivendo ospite in famiglia, in un paese straniero e con una lingua diversa, ho imparato a essere più autonomo».

Ha già ricevuto un paio di proposte per il college, ma prima di tornare in America concluderà il liceo a Torino. Qui ha iniziato a giocare e qui, molti anni prima, il papà Maurizio ha militato nella William Lawson, storica formazione della città. Tommaso ricorda ancora il primo approccio con il baseball: «ero in prima elementare e un istruttore dei Grizzlies venne a presentare l’attività nella mia scuola – racconta – facendo l’appello vide il mio nome e mi chiese se ero figlio di Maurizio Giarola, giocatore che lui stesso aveva allenato».

Quando tornò a casa il papà gli raccontò tutta la sua storia. Di come iniziò a giocare nel periodo della scuola media, quando Orlando Vegni, attuale direttore sportivo dei Grizzlies e allora istruttore, andò nella sua classe a presentare la disciplina, semisconosciuta nella Torino degli anni ’70. E di quando nei primi anni ’80 entrò nel gruppo dei probabili olimpici per i Giochi di Los Angeles del 1984, ma dovette poi rinunciare a causa di un brutto infortunio. Con l’università Maurizio smise di giocare, ma è riuscito ugualmente a trasmettere passione e talento ai propri figli: Tommaso e Filippo, classe 2000 e ’98 rispettivamente.

«Quando erano piccoli non parlavo mai del mio trascorso per non influenzarli nella scelta dello sport – spiega – hanno saputo della mia carriera da Odino Gilioli, mio ex allenatore che oggi non c’è più e che un giorno andò nella loro scuola a promuovere l’attività. A quel punto hanno scelto di provare il baseball e se ne sono innamorati, come per uno scherzo del destino. Sono contento che pratichino sport perché aiuta a crescere; e sono ovviamente felice che abbiano scelto il baseball perché è lo sport che amo da sempre».

Per tre anni Tommaso non disputò partite poiché ancora troppo piccolo, poi crescendo nelle giovanili dei Grizzlies iniziò a vestire anche la maglia azzurra, debuttando in nazionale Ragazzi nel 2011 e tornandovi praticamente ogni anno nelle categorie superiori, con partecipazioni a Europei e Mondiali. Accompagnando al campo i propri figli Maurizio ha iniziato ad allenare, partendo proprio dal gruppo di Filippo e Tommaso e seguendo il loro percorso di crescita nelle varie categorie; e quando sono approdati in prima squadra lui è tornato ad allenare i più giovani atleti del vivaio della società.

Oggi Filippo gioca in serie B ad Avigliana, Tommaso in A2; sabato scorso, appena tornato dagli Stati Uniti, ha subito (ri)indossato la maglia dei Grizzlies, con cui proseguirà il campionato a caccia dei playoff, continuando ad alimentare la propria passione e il sogno americano.

Luca Bianco

Questo sito prevede l'utilizzo dei cookie. Continuando a navigare si accetta il loro utilizzo. OK Maggiori Informazioni