Rugby: serie A femminile, il CUS Ad Maiora e la stagione da record

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Pubblicato il: 11/05/2018



La stagione in serie A femminile dell’Itinera CUS Ad Maiora Rugby 1951 si è conclusa nel caldo pomeriggio di domenica, con la squadra in mezzo al campo a festeggiare, tra abbracci e foto di gruppo, la vittoria nell’ultima partita contro la Benetton Treviso. Un successo che ha consegnato alle torinesi il quinto posto in classifica con 51 punti, frutto di 11 vittorie e 7 sconfitte, a una sola lunghezza dal quarto occupato dal Monza 1949; il miglior risultato di sempre per la formazione cussina.

“Rimane un pizzico di rimpianto per la sfida di ritorno persa contro Monza ma siamo soddisfatte” commenta Elisa Rochas, centro e capitano, “a inizio stagione non avevamo particolari obiettivi di classifica, soltanto quello di migliorare partita dopo partita. Adesso dobbiamo continuare a lavorare, con la consapevolezza di poter puntare in alto”.

L’evoluzione della squadra nelle ultime stagioni è stata notevole. Grazie al progetto di tutoraggio con diverse realtà piemontesi l’Ad Maiora ha potuto reclutare le migliori giocatrici della zona, dando loro la possibilità di giocare in serie A senza però “strapparle” alle loro società di origine. La crescita qualitativa della rosa è stata accompagnata da quella numerica e quest’anno, con circa trenta elementi, c’è stata la possibilità di organizzare gli allenamenti in maniera più proficua.

“Abbiamo lavorato a livello fisico e tecnico con risultati evidenti e le ragazze hanno fatto passi avanti anche sotto il profilo mentale” aggiunge coach Wady Garbet, al secondo campionato consecutivo sulla panchina torinese, “la squadra è nata pochi anni fa e la quinta posizione alle spalle delle formazioni storiche e più forti d’Italia è un ottimo piazzamento, che ci dà entusiasmo per puntare ancora più in alto”.

Tra le note positive dell’annata appena conclusa c’è sicuramente il gran numero di giovani, presente e futuro di un team che schiera anche alcune nazionali: il pilone Elisa Salvatore, convocata a un recente raduno, l’ala Carlotta Guerreschi e la terza linea Silvia Gai, in azzurro nello scorso autunno per il test match contro la Francia; Debora Stoppa e Arianna Toeschi, quarte agli ultimi Europei under 18 di rugby a sette; e le più esperte Barbara Sparavier, Monica Bruno e la stessa Elisa Rochas, che è anche tecnico regionale e allenatrice dell’under 16 e 14 di Rivoli, società che collabora con il CUS per quanto riguarda il settore giovanile.

Classe 1986, Elisa scoprì il rugby in prima media durante un’attività promozionale a scuola; abbandonò l’atletica e iniziò a giocare proprio a Rivoli, passando poi per Alpignano, Pavia e Monza, dove rimase diverse stagioni vincendo lo scudetto nel 2014. Nell’estate del 2015 approdò al CUS e indossò immediatamente la fascia di capitano, mettendo al servizio delle compagne la propria esperienza.

“Qui ci sono ragazze over 30 e altre appena maggiorenni ma la differenza di età non si sente e siamo un bel gruppo” conclude Elisa, “io sono di poche parole, cerco di impegnarmi al massimo sul campo sperando che le altre mi seguano, o che mi aiutino se commetto qualche errore. Del resto il rugby è lo sport di squadra per eccellenza, da soli non si va da nessuna parte”.

Luca Bianco

Foto di Diego Barbieri

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