Quidditch, lo sport di Harry Potter a Torino

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Pubblicato il: 13/04/2018



All’ombra del grattacielo del San Paolo ci sono ragazzi che corrono, che si tirano palloni l’uno contro l’altro oppure cercando di fare “canestro” in tre anelli affiancati; tutto questo tenendo un’asta di plastica in mezzo alle gambe. “Si gioca 7 contro 7, maschi e femmine insieme” spiegano i ragazzi, “chi viene colpito da uno dei tre ‘bolidi’ deve tornare al fondo della propria metà campo prima di rientrare in gioco. Chi riesce a lanciare la ‘pluffa’ dentro uno dei tre anelli ottiene 10 punti per la propria squadra. Chi cattura il ‘boccino’, invece, ne guadagna 30 e decreta il termine della partita”. Non è facile catturare il boccino, tenuto da un arbitro-giocatore che si muove nel campo in modo casuale. Chi conosce la saga di Harry Potter ha già capito che stiamo parlando di quidditch, lo sport che i maghi praticano volando sulle scope.

Nel 2005 in un college degli Stati Uniti qualcuno decise di codificare un regolamento per un quidditch “terrestre” e da allora il gioco si è diffuso in varie parti del mondo. Nel 2012 è arrivato in Italia; prima a Milano, a Roma e in Puglia, poi, nel 2013, a Torino. La prima squadra del capoluogo piemontese è nata l’1 settembre, fondata da Nicolò Terranova, Michele Genovese e Davide Maniscalco. Tre amici in cerca di un’attività sportiva alternativa, che reclutarono un po’ di gente su Facebook e tramite passaparola, imbarcandosi in una nuova avventura. Chiamarono la squadra Green Tauros, ispirandosi alle fontanelle verdi tipiche della città, e nel 2014 parteciparono al loro primo torneo nazionale: la Coppa Italia, peraltro la prima ufficiale dell’Associazione nazionale di quidditch, da loro stessi organizzata nell’impianto Cit Turin.

I Green Tauros hanno vinto la Coppa Italia nel 2015 e sono saliti sul podio nel 2016 e nel 2017; che significa che sono una delle più forti squadre del nostro paese, dove questo sport è diffuso in varie località. Cinque giocatori, inoltre, fanno parte della nazionale e tra giugno e luglio parteciperanno ai Mondiali a Firenze. Il team torinese è composto per la maggior parte da universitari, si allena due volte a settimana e nel week end gioca spesso alcune partite con altre formazioni italiane, in piazza d’Armi o sotto il grattacielo. In autunno sono in programma i tre gironi – nord, centro e sud – che decidono la classifica di accesso alla Coppa Italia, che si disputa a dicembre. La vincitrice della coppa si qualifica agli Europei, in compagnia di una seconda formazione che vi accede attraverso un nuovo torneo nazionale.

I Green Tauros hanno vinto quest’ultimo e a fine mese voleranno a Monaco di Baviera. Domenica scorsa, intanto, hanno svolto un allenamento congiunto con la nazionale, mostrando l’essenza del quidditch. Corsa, contatto fisico e strategia, agonismo e amicizia. Sulle maglie sono scritti i soprannomi dei giocatori; Octavian, detto Octo, è il più veloce tra i torinesi e per questo ha sulle spalle il nome “Thunder” (tuono, fulmine). Prima del fischio d’inizio ci si stringe in cerchio per il grido di battaglia: “We fight, Taurus fight, Green Taurus”. E poi inizia il match.

Luca Bianco

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