Calcio Balilla: altro titolo assoluto per Massimo Caruso, numero 1 d’Italia

Calcio Balilla News

Pubblicato il: 11/01/2018



Da qualche anno ormai il numero 1 in Italia in materia di calcio balilla è un ragazzo torinese. Si chiama Massimo Caruso, ha 27 anni e lavora in un centro di telefonia; e di quello che per la maggior parte di noi è semplicemente un gioco da bar, da oratorio o da sala giochi, ha fatto la sua grande passione sportiva. “Il calcio balilla mi piace da quando ero bambino” ricorda Massimo, “mio fratello Ciro mi portava spesso a giocare con sé e così, a poco a poco, scoprii anche di essere portato per il biliardino. Il talento e i primi risultati mi hanno spinto a continuare e ad allenarmi; nel tempo la passione è rimasta la stessa, anzi, è cresciuta”.

Oggi gli allenamenti lo impegnano 2-3 ore ogni giorno; ma in cosa consiste un allenamento di calcio balilla? “Si lavora sul controllo della palla, per esempio, oppure sul palleggio con le sponde” spiega Massimo, “o ancora si provano tiri e si gioca con una sola mano per volta. Ogni tanto qualche partita, magari senza portiere”. Si prova anche qualche colpo “speciale”; molto tempo fa Massimo ne ha inventato uno mai provato prima, non a caso ribattezzato “Caruso”.

Ore, mesi, anni di preparazione l’hanno portato a dicembre alla conquista del sesto titolo italiano assoluto in carriera. Un traguardo importante, reso ancor più bello dal terzo posto a squadre raggiunto con la Ristò di Brescia e con i compagni Carmine Criscuolo, presidente della società, Annalisa, Elvi, Fabio, Aris, Giuliano e Massimo.

Vincere un titolo italiano assoluto significa essere un giocatore completo perché il campionato si svolge attraverso varie prove che coinvolgono le diverse specialità del calcio balilla. Il volo è un tipo di gioco “di prima”, nel quale la palla non va mai fermata. Il tradizionale è invece il gioco classico all’italiana, che vieta per esempio l’utilizzo dei ganci. I ganci sono invece consentiti nello speedball, che in pratica è il calcio balilla diffuso a livello internazionale.

Per un giocatore italiano non è semplice confrontarsi con i migliori del mondo proprio perché quest’ultimi sono abituati a giocare con colpi e tecniche vietate nel regolamento nazionale e quindi poco allenate dagli azzurri. Ma nonostante questo Massimo ha conquistato tre titoli europei e un argento mondiale, a Torino nel 2015. La medaglia finora più bella, vinta da capitano della nazionale e per giunta nella propria città. La medaglia che Massimo sogna di ritrovare l’anno prossimo, ai Mondiali che si disputeranno in Spagna nel 2019.

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