Filippo Graglia, una scelta di vita lunga 20mila kilometri

Ciclismo News

Pubblicato il: 21/12/2017



L’1 o il 2 gennaio Filippo Graglia partirà per un lungo viaggio in bicicletta. Partirà da Castelnuovo Don Bosco, il paese in cui è vissuto nei primi vent’anni della sua vita prima di trasferirsi a Torino, si dirigerà verso il mar Ligure, poi seguendo la costa attraverserà la Francia e raggiungerà Barcellona e Valencia. Si inoltrerà nell’entroterra della Spagna e seguendo un itinerario di circa 1400 km giungerà a Cadice. Saranno passati un paio di mesi dalla sua partenza, ma Filippo avrà percorso solo una piccola parte del viaggio che ha in mente. Prenderà un traghetto e sbarcherà in Marocco, e da qui rimonterà in sella alla sua bicicletta per proseguire la sua avventura nel continente africano. “Un’esperienza che volevo fare da tanto tempo” assicura.

Filippo ha trent’anni, una laurea in ingegneria aerospaziale e un incredibile desiderio di esplorare, che a partire dal 2011 l’ha condotto in Norvegia, in vari luoghi di Italia e Francia, sul cammino di Santiago, in centro America e negli Stati Uniti, in Alaska, in Tagikistan e Kirghizistan. A piedi o in bicicletta, di fronte a pareti di roccia sulle quali arrampicare oppure su versanti innevati da scalare, per poi scendere a valle con un paio di sci ai piedi. Questa volta però sarà diverso; non ci saranno amici ad accompagnarlo e non tornerà a casa dopo una o due settimane. Ha persino lasciato il lavoro, per quella che non a caso ha definito “una scelta di vita”.

Partirà insieme al nuovo anno, verso il mare alla ricerca di un clima più mite, seguendo il più possibile sentieri e strade sterrate. Non ha un itinerario preciso, né un prestabilito numero di kilometri da percorrere in ogni tappa. Si alzerà molto presto ogni mattina, comincerà a pedalare e riprenderà dopo una breve pausa pranzo, per un totale di circa 6 ore al giorno. Nelle prime settimane il sole scandirà le sue giornate, con l’arrivo della bella stagione avrà sicuramente più tempo e luce per visitare paesi e ammirare paesaggi, per conoscere nuova gente e entrare in contatto con nuove culture.

Non si è posto un limite di tempo nel quale concludere il viaggio, neppure una meta a dir la verità, specialmente una volta approdato in Africa. “Di giorno in giorno sceglierò che strada intraprendere nella tappa successiva” spiega, “magari in qualche luogo mi fermerò più notti”. L’unico limite sarà il budget che si è posto, ma con una media di 10 euro al giorno Filippo conta di andare avanti per parecchio tempo.

La bicicletta è pronta e trasporterà tenda, materassino e sacco a pelo, circa 2 kili e mezzo di vestiario, un fornelletto e il necessario per cucinare, un piccolo computer e una batteria ricaricabile, cibo e acqua, senza dimenticare crema solare, materiale per la riparazione di eventuali guasti meccanici, telefono cellulare e lucchetto. “In tutto sono 34 kg” spiega Filippo, “ho cercato di ottimizzare su ogni cosa, informandomi su blog e chiedendo a persone che hanno intrapreso viaggi simili. Qualcosa comprerò per strada e qualcosa rimanderò indietro per posta, per esempio gli indumenti più pesanti che andando verso la primavera non mi serviranno più”.

In alcune città spagnole sarà ospitato da amici, in tutti gli altri posti passerà la notte in tenda oppure in ostello, compatibilmente con la spesa. “Forse troverò persone che mi ospiteranno” prosegue, “in molti paesi non è difficile incontrare gente disposta ad accoglierti in casa propria”. Ne ha incontrata parecchia nei suoi viaggi. Specialmente l’estate scorsa nelle due settimane sull’altopiano del Pamir, una steppa posta a 4 mila metri di quota e circondata da montagne ancor più elevate. “Un paesaggio lunare” ricorda, “che avevo visto su un libro e che ho voluto scoprire di persona”.

Verso marzo tornerà in un deserto, anche se molto diverso da quello del Tagikistan. L’ha già visitato una volta durante un viaggio in automobile; si scattò una foto con un abitante del luogo e tra pochi mesi proverà a incontrarlo nuovamente per portargli quella stessa foto. In Marocco Filippo attraverserà i monti dell’Atlante, poi scenderà in Mauritania, quindi proseguirà seguendo la costa, prima verso sud e poi verso est.

Superata la Nigeria, se avrà ancora energie, punterà nuovamente verso sud. Non ha meta, come detto, ma idealmente ha fissato un punto di arrivo “ultimo”: Città del Capo. Castelnuovo Don Bosco-Città del Capo; quasi 20 mila kilometri, una lunghissima strada di asfalto e terra, sabbia e neve, aurore e tramonti, pioggia e stelle; ciò che per Filippo rappresenta semplicemente la libertà.

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