Jump Experience, sei amici e un progetto molto ambizioso

Pubblicato il:   ·   Di: Luca Bianco

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Jump Experience, sei amici e un progetto molto ambizioso

Cosa rende spettacolare l’atletica leggera? Cosa richiama la gente allo stadio per assistere a una gara, come si organizza un evento della “regina” di tutti gli sport? Inizia con queste domande la storia di sei ragazzi torinesi che sabato 9 settembre a Chivasso organizzeranno la seconda edizione di Jump Experience, meeting di salto in alto che in realtà è molto di più di una semplice competizione. Tutto ha inizio un paio di anni fa a Chieri, quando Alberto Franceschi e suo fratello Roberto propongono per la prima volta Jump Experience. Vi partecipano atleti affermati in campo nazionale – Giulio Ciotti, Andrea Lemmi, che vince quella gara, e Stefano Sottile, campione del mondo Allievi da poche settimane – ma al di là del livello tecnico ci sono alcuni elementi decisamente particolari. Il pubblico, per esempio, non siede sulla tribuna del campo ma assiste direttamente sulla pista, a pochi metri dai protagonisti. Questi ultimi coinvolgono gli spettatori con il consueto “battito di mani” tipico del salto in alto, al ritmo della musica che loro stessi hanno scelto per superare l’asticella.

Alberto e Roberto Franceschi praticano atletica da molto tempo e a buon livello. Il primo è proprio specialista di salto in alto, ha studiato al SUISM e ora frequenta un master di performance analysis; il secondo è velocista con predilezione per i 400 metri e studia ingegneria informatica. Coinvolgono alcuni amici: Stefano Pasino, anche lui atleta di salto in alto e specializzato in scienza e tecniche avanzate dello sport; Elisa Lezzi, atleta di salto in lungo e triplo, e Riccardo Michelini, giocatore di rugby e preparatore atletico, entrambi studenti del SUISM; e Giorgia Balzola, quattrocentista e da anni impegnata nel campo della comunicazione. Li accomuna la giovane età e la passione per l’atletica, che rappresenta la loro vita sportiva e per alcuni anche una bella fetta del percorso di studi e lavorativo.

Ci sono altre cose comuni a tutti e sei: l’intraprendenza e la curiosità, la voglia di imparare e approfondire i loro interessi, viaggiando per l’Europa e per il mondo. “Nel 2015 Fassinotti e Tamberi avevano migliorato il record italiano dell’alto e Sottile si era laureato campione del mondo di categoria” ricorda Alberto, “c’era grande interesse intorno al salto in alto così ci lanciammo in questa iniziativa; e la prima edizione di Jump Experience andò molto bene. Poi abbiamo deciso di conoscere più da vicino e ‘da dentro’ gli eventi nazionali e internazionali di atletica leggera; così abbiamo iniziato a parteciparvi, come volontari, come semplici spettatori e anche come atleti, quando possibile”.

Alberto è stato alle Olimpiadi di Rio 2016 come volontario, mentre Elisa andrà ai prossimi Mondiali di Londra. Molti di loro hanno preso parte agli appuntamenti della Diamond League (Roma e Montecarlo ecc.) e visitato stadi di Francia, Regno Unito, Svizzera, Spagna, Portogallo e Serbia, in occasione degli Europei Indoor di quest’anno. Riccardo è stato persino in Australia per manifestazioni di rugby, Giorgia è attualmente negli Stati Uniti per completare i suoi studi. Recentemente hanno presentato a Malta il loro progetto, che ha suscitato interesse e approvazione anche perché sviluppato da un gruppo di ragazzi molto giovani.

“I grandi campioni e i grandi eventi rendono spettacolare l’atletica perché sono l’esaltazione della prestazione e del gesto tecnico” prosegue Alberto, “ma anche in contesti diversi da Olimpiadi e Mondiali l’atletica può regalare emozioni e spettacolo, può divertire e appassionare la gente”. Come? “Crediamo che sia fondamentale avvicinare – fisicamente – il pubblico agli atleti e far sì che questi coinvolgano gli spettatori. Ecco perché portiamo il pubblico a pochi metri dall’asticella e gli permettiamo di interagire con gli atleti attraverso la musica”.

Il format è già diffuso all’estero ed è già stato sperimentato anche in Italia ma in poche occasioni. Jump Experience vuole affermarsi proprio come “esperienza di atletica” lungo un’intera giornata. Al mattino un workshop dedicato a professionisti, al pomeriggio attività di gioco e avviamento all’atletica per i più giovani; la gara sarà solo una parte dell’evento, sebbene il momento culminante. Per organizzare la seconda edizione a Chivasso i sei amici hanno da poco chiuso con successo una campagna di crowdfunding e possono contare sulla collaborazione di SAFAtletica Piemonte e del Gruppo Sportivi Chivassesi.

Novità che potrebbe diventare ufficiale nei prossimi giorni è l’installazione (sulla pedana di salto) di una strumentazione in grado di rilevare dati interessanti per gli atleti, come per esempio i tempi di appoggio. “Lavoriamo affinché le condizioni di gara saranno le migliori possibili e per offrire anche qualcosa in più” conclude Alberto, “il nostro obiettivo finale è ambizioso; vorremmo diffondere una cultura sportiva tra i giovani e riavvicinare la gente all’atletica, attraverso prestazioni di buon livello ma soprattutto attraverso il divertimento e l’intrattenimento”.

Per ulteriori informazioni su Jump Experience leggi anche questo articolo

Visita il sito ufficiale di Jump Experience

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