Corsa, libertà e sogno, la maratona di Fatna Maraoui

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Pubblicato il: 01/10/2016


podismo - Fatna Maraoui

C’è una cosa che accomuna i bambini che giocano, correndo per la strada, e un atleta che sfreccia, con il suo passo leggero e veloce, su una striscia d’erba o di asfalto. È il senso di libertà che trasmettono e che, in fondo, provano, praticando lo sport più spontaneo e naturale che esista: la corsa. Forse è anche per questo che a 39 anni compiuti Fatna Maraoui continua a correre, ad allenarsi e a ottenere risultati. A Beni Betaou, suo paese d’origine situato nella zona centrale e montuosa del Marocco, Fatna correva per giocare, per andare a scuola al mattino e per tornare a casa al termine delle lezioni. Vive in Italia da quasi 18 anni ma quelle corse spensierate sono ancora oggi le immagini più nitide che conserva della sua infanzia. Le ricorda con un grande sorriso e con un po’ di nostalgia, pensando che nel nostro paese i suoi due bambini non potranno mai provare quella stessa sensazione di libertà.

Fu una delle sorelle – Rakia, ex atleta della nazionale marocchina e poi di quella francese – a intravedere il suo talento. “Ha dieci anni più di me” racconta Fatna, “mi spinse a provare ed è sempre stata un modello di riferimento. Cominciai a correre a 12-13 anni; all’inizio senza grande impegno, poi, con le prime gare e i primi risultati, con più costanza e passione. Mi piacevano la pista e il mezzofondo veloce, ma in Marocco si tende a indirizzare molto presto i giovani sulle lunghe distanze”.

Fatna Maraoui vinse anche un campionato nazionale sui 3000 metri prima di approdare per la prima volta in Italia. Arrivò nell’ottobre del 1998 per gareggiare e per incontrare due sorelle – ne ha sei in tutto, più due fratelli – che già da qualche anno si erano trasferite in Piemonte. Non è più ripartita.

podismo - Fatna Maraoui

“L’ambiente e la mentalità sono molto diversi rispetto a quelli del mio paese” spiega, “in Marocco non è semplice per una donna praticare sport a livello professionistico e un tempo lo era ancor meno”.

La stessa libertà che provava da bambina tra le case e le strade di Beni Betau, Fatna l’ha ritrovata in età più matura in Italia. Nel corso delle stagioni si è specializzata nelle campestri e poi nelle prove su strada, tra 10 km – si è laureata campionessa italiana una ventina di giorni fa – e mezze maratone, allungando a poco a poco le distanze fino alla maratona. “42 km sono impegnativi e sono sempre un’incognita” assicura, “ma permettono di pensare a lungo e questo è un aspetto che mi piace molto”.

Domattina Fatna Maraoui sarà alla partenza della 30esima Turin Marathon, la quarta della sua carriera. Proprio alla maratona è legato il suo sogno sportivo più grande: le Olimpiadi, sfumate quest’estate per scelta tecnica nonostante l’atleta dell’Esercito avesse il minimo. “Tokyo non è un obiettivo perché nello sport sono abituata a vivere ‘alla giornata’” conclude, “sicuramente voglio continuare a correre e ad allenarmi; e se tra quattro anni sarò ancora in condizione ci farò senz’altro un pensiero…”.

Foto di Diego Barbieri

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