Pattinaggio di figura: l’arte scivola sul ghiaccio fin da bambini

Pubblicato il:   ·   Di: Tatiana Zarik

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pattinaggio figura - Campionati Italiani - foto Diego BarbieriQuando pensiamo al pattinaggio artistico italiano, nelle nostre menti appare automaticamente l’immagine della splendida Carolina Kostner che, scivolando con un’eleganza irreale sul ghiaccio e sulle note dell’Ave Maria di Schubert, ci scalda il cuore. Oltre all’amata bolzanina, sono tantissimi le atlete e gli atleti che hanno dato lustro a questo sport: dalla giovanissima Lipnitskaya, alla nostra Valentina Marchei, dal re delle trottole Lambiel al pluricampione Plushenko. Si rimane ipnotizzati a guardare le loro esibizioni, riscoprendo quel senso di meraviglia e stupore che appartiene solo agli occhi dei bambini. Sognare di sentirsi Carolina o Plushenko, di volare sul ghiaccio, anche solo per pochi istanti è inevitabile, per gli adulti e soprattutto per i più piccoli. I genitori forse sono un po’ in ritardo, per i loro figli e figlie, invece, potrebbe essere il momento ideale per cimentarsi in uno degli sport più amati di sempre.

Ne abbiamo parlato con Valeria Vercellino Responsabile Tecnica PAT e Laura Brignacca coordinatrice Progetti Speciali PAT, ASD Pattinatori Artistici Torino.

“Grazia, eleganza, tecnica e forza sono tutti elementi fondamentali per il pattinatore. Il pattinaggio  artistico su ghiaccio è uno sport completo che unisce capacitá e competenze tecniche a componenti artistiche.

Si comincia sin dai 3 anni di etá, ma naturalmente anche più tardi é possibile praticarlo nelle sue diverse specialità (artistico, singolo e di coppia, danza e sincronizzato). Non c’è un età precisa in cui il pattinatore fa la scelta della disciplina da seguire, normalmente, si comincia con l’artistico”.

La peculiarità di questa disciplina è quindi la Completezza, che di conseguenza implica “maggiore difficoltà oggettiva, risultante dalla varietà e dinamicità degli esercizi che, oltretutto si svolgono sul ghiaccio e con i pattini. Non si tratta però di uno sport che comporti particolari pericoli. Gli infortuni sono rari, mentre numerosi sono i vantaggi per lo sviluppo psicofisico del bambino. Multilateralità e polivalenza sono condizioni necessarie per ogni gesto in pista. Le capacità sviluppate sono sia tecniche che artistiche, poiché nelle gare, i cd. “components”, ossia la parte artistica del punteggio, hanno un peso a volte decisivo per l’esito finale. Per questa ragione, gli atleti lavorano moltissimo sui gesti, sull’espressione e sull’armonia dei movimenti. È prevista e consigliata la partecipazione alle attività integrative di danza, ginnastica e ginnastica artistica, in particolare per chi sceglie di fare competizioni.  Ritmo, equilibrio, coordinazione, trasformazione dei movimenti, senza dimenticare componente scenica, doti psicologiche di concentrazione e resistenza allo stress, indispensabili per un pattinatore.”

Come si struttura un allenamento di pattinaggio di figura?

“Le ore di allenamento dipendono dalla scelta individuale: vanno da un minimo di un’ora la settimana per i primi passi e per chi sceglie di praticarlo a livello amatoriale, fino ad un impegno di più ore al giorno per chi sceglie l’agonismo di alto livello. Gli allenamenti si strutturano normalmente con una prima parte di riscaldamento, che il pattinatore deve svolgere per conto proprio, prima dell’ingresso in pista di un quarto d’ora circa. Sul ghiaccio dopo una prima fase di riscaldamento di pattinata, una volta acquisita la tecnica di base, si lavora sui salti e sulle trottole, nel periodo delle competizioni, parte della lezione è dedicata allo svolgimento dei programmi di gara.”

Il pattinaggio artistico su ghiaccio non dimentica l’estate, non esaspera la competizione, nè trascura la socializzazione.

Il pattinaggio artistico é normalmente praticato con la periodicità classica del calendario scolastico, con la possibilità di proseguire in estate con gli stage sulla pista del Palatazzoli e su altre piste extra cittadine. Nel periodo di pausa estivo, può essere utile praticare danza, ginnastica, pattinaggio in line o a rotelle. La nostra società in particolare organizza nell’arco dell’anno dei laboratori di creatività artistica, che introducono in più la variabile recitazione. Sebbene sia uno sport individuale, gli allenamenti a tutti i livelli si svolgono per la maggior parte in gruppo.  Le gare, al contrario, sono individuali e senza la presenza sul campo dell’avversario. L’agonismo, pertanto, è vissuto in modo introspettivo.

Domanda spinosa: quando si capisce se un bambino è portato per l’agonismo?

Le abilità del pattinatore emergono agli occhi dei maestri già dalle prime lezioni, normalmente, si tratta di facilità di scivolamento e doti motorie spiccate. I bambini normalmente cominciano l’agonismo con delle competizioni ludico amatoriali che favoriscono l’approccio alle tecniche di rilassamento e autocontrollo caratteristiche dell’agonismo vero e proprio. Indubbiamente una capacità che sviluppano tutti gli atleti agonisti è quella di sapersi organizzare dote che diventa indispensabile dovendo far convivere studio ed allenamento. Esperienze che inevitabilmente diventano parte del bagaglio fondamentale dell’atleta ed hanno una ricaduta anche nella vita quotidiana.

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