Tennis: Lisa Sabino, l’italiana di Svizzera

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Pubblicato il: 12/07/2014


tennis - lisa sabino - foto Fulvio De Asmundis

tennis - lisa sabino - foto Fulvio De AsmundisSvizzera di nascita ma italiana di adozione, con un recente passato trascorso giocando in A1 con le Pleiadi di Moncalieri, Lisa Sabino non ha perso il sorriso e la gentilezza nonostante la sconfitta nella finale del torneo di doppio del Trofeo Ma-Bo, concluso ieri sui campi del Nord Tennis di Torino. A conquistare il titolo, con il punteggio di 6-3 6-2, la coppia Alice MatteucciYuliana Lizarazo, protagoniste anche dell’ultimo atto odierno del tabellone di singolare. “Era la seconda volta che giocavo in coppia con Georgia Brescia e ci siamo trovate bene insieme” ha spiegato Lisa Sabino al termine dell’incontro, “è stata una settimana positiva, abbiamo vinto buone partite. L’ultimo è stato un match difficile, le nostre avversarie hanno commesso meno errori non forzati e si sono rivelate più efficaci al killer point; oggi – conclude con una battuta – avrei preferito la solita regola dei vantaggi”. Per la quasi 28enne elvetica, il doppio non è solamente un allenamento in vista degli impegni di singolare: “è una specialità a cui tengo molto e in cui gioco sempre con il massimo impegno” prosegue Lisa, “ed è anche un ottimo esercizio di concentrazione. Nel doppio ogni palla va tirata con la massima attenzione, il campo a disposizione è più piccolo e il tempo per pensare è davvero poco”.

28enne tra qualche giorno, Lisa Sabino ha intrapreso il tennis da bambina, con il papà nella sua città natale, Mendrisio. All’età di 11 anni si trasferì a Como e lì frequentò le scuole superiori e l’università, crescendo tennisticamente con il mito di Steffi Graf: “negli anni ’90 era la numero 1 e la guardavo spesso in televisione. Ho un gioco diverso ma ho cercato di “prendere a prestito” qualcosa, tipo il rovescio in back”. Il gioco della ragazza svizzera è vario, fatto di una prima di servizio potente, un dritto solido e un rovescio a due mani; e ogni tanto c’è spazio per una discesa a rete o per una smorzata, elementi non comuni nel panorama tennistico degli ultimi tempi, specialmente in quello femminile.

“A 22 anni tornai a casa e ripresi a giocare per il mio paese” prosegue Lisa, che trascorse la carriera giovanile con i colori azzurri dell’Italia, “ma per qualche anno ho militato in A1 con le Pleiadi di Moncalieri”. E dopo una partecipazione al Roland Garros juniores, “sono sempre rimasta nel circuito dei 10.000 e dei 25.000 $, con qualche apparizione dei 100.000. Purtroppo in ogni stagione ho patito qualche infortunio che non mi ha permesso di darà continuità al mio rendimento e questi tornei sono l’unica strada per giocare un buon numero di partite. D’altronde sono un po’ il “limbo” dei tennisti, sicuramente sono di alto livello ma per arrivare al top bisogna compiere un ultimo passo”.

Il salto di qualità è nei sogni e negli obiettivi di Lisa Sabino, attualmente numero 537 della classifica WTA ma giunta a ridosso delle prime 300 giocatrici del mondo a fine 2008: “mi piacerebbe tornare intorno al mio best ranking e perché no, migliorarlo; a quel punto partecipare a tornei più importanti non sarebbe un miraggio”.

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